Le barzellette ne “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati

vita coniugale:

(…) quella del frate e della suora che, per ragioni che è inutile precisare, si ritrovano a passare la notte nello stesso letto. Buonanotte, buonanotte, e ognuno si gira dalla sua parte. Ma la suora sente freddo e allora il frate si alza e le va a prendere una coperta, gliela stende addosso. Dopo un po’ la suora si lamenta di nuovo: “Fratello, sto gelando…” e lui si alza e va a prendere un’altra coperta. ma lei non riesce a riscaldarsi. “Ho freddo , ho ancora freddo”, e lui gentilmente le porta un’ennesima coperta.

La suora non desiste ed avanza una nuova proposta, “Fratello, sento ancora un reddo terribile in questo letto…cosa dite, perché non facciamo come marito e moglie?”, e lui “Ah, vuoi fare come marito e moglie? E allora vattela a prendere  da sola, la coperta!”.

sesso:

(…) barzelletta del tipo che va dal dottore sostenendo di essere ermafrodita, “Ma come, ne è sicuro?” ribatte il medico, “faccia un po’ vedere…”, e dopo averlo esaminato o rassicura: “Guardi che lei è un maschio, perfettamente normale…”.

“Il fatto, dottore” insiste quello, disperato “è che la fica io ce l’ho qui!” – e si batte la mano sulla fronte

bottegaio ebreo:

(…) quella di Isacco, il bottegaio, che sul letto di morte, ormai quasi cieco, voleva i figli accanto a sé: “David sei qui?”. “Sì, padre, ci sono” “E tu Rebecca, ci sei? E Sarah e Myriam? E Daniele?” “Sì, padre, eccoci” E Beniamino? Dov’è il mio piccolo Beniamino?” “Sono qui anch’io, ti siamo vicini tutti.” “Ah si, siete tutti qui? E allora chi diavolo bada al negozio?!?”.

 

 

 

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