a mao e a luva – storia di un trafficante di libri

cineroma_15_672-458_resizeAnni fa, nella saletta semideserta della biblioteca della mia città, ad una proiezione che faceva parte del nostro piccolo (ma bello) festival del cinema, ho incontrato questo film. In realtà la pellicola ha fatto solo da tramite, è stata uno strumento per conoscere una persona straordinaria e il suo progetto, un mondo coloratissimo, vivace, pulsante, e tanto, tanto altro. Il film era stato presentato, pochi mesi prima, fuori concorso, alla festa del cinema di Roma del 2010 e in quella occasione era giunto in Italia Ricardo Gomez Ferraz (detto K Cal), il protagonista del film (e l’artefice di tutto ciò che è nato dal suo ingegno e dalla sua dedizione).

Fin da quando l’ho visto, ho auspicato che vi fosse uno spazio dove questo straordinario documento potesse essere condiviso.

Di recente ho scoperto che l’università telematica UNINETTUNO ha messo on line una “lezione speciale” tenuta da Roberto Orazi, il regista del film. In realtà la lezione consiste in una breve introduzione che precede il film nella versione integrale (l’introduzione dura 15min e 12 sec).

Nel film ci sono delle poesie di K Cal o dei suoi piccoli amici. Eccovene la trascrizione

Fanciullo senza nome
Il poeta sente il dolore degli altri
Felici sono le pietre
Il poeta vede oltre la realtà
Felici sono i ciechi
Il poeta sente il rumore del silenzio
Felici sono i sordi
Il poeta parla con le labbra dell’anima
Essere un poeta: uno dono o un Karma?
Ah, se fossi una pietra
Forse saprei la strada della felicità
Far scoppiare una bomba o salvare il mondo?
Preferisco essere la spugna dell’umanità

—-

La mareè
Amare è spazzatura
Merda, carogna
Creazione del creatore
Creature sottomesse
La mareè, luogo di miserabili
Per inerzia o mancanza d’opportunità
Latrina dell’umanità
La mareè accoglie e cresce
Il figlio ignorato che la uccide
Amare è fuggire dal fango
Luccicante come l’argento
La mareè cerca il fiume per liberarsi
Ma inevitabilmente
La mareè morirà

—-

Quasi tutte le cose che non servono, iniziano con P
Fermati per pensare
Per non perire
Preconcetto
Prostituzione
La previsione è già stata prevista
La pretesa non smette di crescere
E il povero immobile non smette di perdere
Il potere
Il pudore
E il vanto del pastore
Il panico e il palazzo
Che ti fanno sentire un pagliaccio

—-
Gatto fottuto
Per colpa della disumanità umana
Mio padre era un gatto
Mia madre era una gatta
Oggi sono un gatto nero
Perché sono nato all’alba
Dicono che porti sfortuna
E che voglio solo rubare
A causa di questo preconcetto
Tutti mi vogliono ammazzare
Tuttavia sono stato felice
Il tetto era il mio letto
Ma una faccia infelice
Mi gettò contro il muro
E per questo ho perso la memoria
Diventai cieco, sordo e muto
Se non fosse stato per i miei amici
Ora sarei all’altro mondo
Adesso sono un gatto pazzo
Adesso sono un gatto demente
Mischio vitamine e succo
Confondo formaggio con sapone

—-

Io vivo in un buco
Vicino allo scarico della nazione
Tra il nulla e la rivoluzione
Vedo con rabbia una
Rivoluzione che non c’è
Cercando una meta nell’oscurità
I miei amici desisterono
Ancora prima di tentare
Ma io vado avanti
Affinché
la barca non affondi
giovani distrutti
dalla decadenza
la miseria è dolore e
la fame genera violenza
non c’è differenza
tra droga e amore
entrambe danno piacere
allegria e dolore

—-
a mao e a luvale poesie dei ragazzi

il vento del mese di Agosto
getta le foglie in terra
solo non tocca il mio volto
perché sta nel mio cuore

—-
il colibrì
E’ il colibrì che bacia il fiore
O il fiore che bacia
Il colibrì?

—-

L’acqua viva quando muore
Diventa acqua morta
O solo acqua?

—-

Aveva tanti rammendi la calza di Raimondo
Che ci studiava sopra la geografia del mondo
Ma Raimondo cresceva, in compagnia dei libri
Comprò una calza nuova e la vecchia rimase con me
Io provai invidia perché Raimondo vinse
Non volli vedere la lucedei libri
Per questo il mio mondo rimase nel buio

—-
La pioggia è un mistero
Nessuno sa da dove viene
In un luogo piove di più
In un altro acqua non c’è
La pioggia è come una lacrima
Che a volte cade dal cielo
Per asciugare questa tristezza
Niente di meglio del vento
Se la pioggia cade, bagna la terra
Il mio petto si riscalda
Dona frutti e pane
E la natura fiorisce
Altre poesie

Sto rimediando i soldi per comprare un amore
L’amore che paghi è più economico
Evita gelosie, litigi e minacce
Non da soddisfazioni
Non si cura di niente
L’amore del bordello è puro e sincero
Loro non m’ingannano, vogliono solo i miei soldi
Posso godere come voglio
Finito con una ne posso scegliere un’altra

—-
Giochi da bambini

Gira la trottola
Mira il testone
Giochiamo al pallone
Col piede o con la mano
Palla da gonfiare
Palla di carta
Palla di pezza
Bolla di sapone
Macchina di latta
Cavallo a dondolo
Gioca a nascondino
Niente è meglio di questo
Non ho soldi
Né computer
Ma non sono triste
Usa l’immaginazione

  • – – –

Aggiungo alcuni riferimenti utili per seguire e sostenere l’opera di K Cal

Riferimenti:

Ricardo Gomez Ferraz (K cal)

http://bibliotecadaunicap.blogspot.it
https://www.facebook.com/LivrotecaBrincanteDoPina
Centro Comunitário de Integração Artística
Ponto de Leitura: Livroteca Brincante do Pina
Rua Oswaldo Machado, 232
Pina – Recife/PE.
CEP.: 51011-160

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