La chiave a stella

Solo alcuni giorni fa, per celebrare il 25 aprile ho postato una bellissima poesia del partigiano Primo Levi. Ma Primo Levi è come uno di quei grossi diamanti che hanno tante facce, e ciascuna di esse riverbera intensamente la luce della sua intelligenza, della sua cultura, della sua sensibilità e della sua arte. E così per festeggiare degnamente questa festa dei lavoratori, in un periodo storico in cui il lavoro – almeno qui da noi – appare un po’ sdrucito, mi ritrovo – a venticinque anni dalla sua tragica morte – a citarlo nuovamente. Stavolta si tratta del Primo Levi operaio, che nel suo libro “la chiave a stella” ha saputo raccontare il lavoro in modo mirabile, grandioso nella sua semplicità, epico nella sua ordinarietà. Da lavoratore, ho amato tanto questo libro. Lo consiglio vivamente a chiunque non lo abbia letto. E’ decisamente una bella esperienza.

(…)
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.
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Non aggiungo altro, ma grazie a Youtube, posso addirittura ospitare l’autore che parla del suo libro in una intervista che, pur risalendo ad alcuni decenni fa, si rivela ancora straordinariamente attuale.

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