Caterina, per esempio

A qualche giorno dalla manifestazione degli “indignados”, mentre ancora se ne parlava, e mentre qui da noi si calcolavano i danni  delle devastazioni compiute da un branco di imbecilli , qualche testata giornalistica ha trovato il modo di occuparsi di Caterina de Manuele, una giovane donna che ha scelto un modo diverso per manifestare la propria indignazione.

Caterina lavora all’estero, ma continua a leggere gli annunci di chi offre lavoro in Italia, imbattendosi frequentemente in offerte di lavoro ambigue, offensive, stupide. Tempo fa, indignata dinanzi ad un annuncio che offriva lavoro non retribuito, e quindi solo a chi poteva permettersi, a proprie spese, di vivere per molti mesi a Milano, ha preso carta e penna (si sarebbe detto un tempo, in realtà ha usato il PC) ed ha scritto a Giancarlo Politi, direttore /editore della rivista FlashArt ed autore dell’annuncio. Ne è scaturito uno scambio di e-mail conclusosi con il Politi che, oltre a rivelarsi un giornalista che scrive in un italiano approssimativo e sgradevole, s’è dimostrato anche un gran maleducato dando della “mignotta” alla sua civilissima interlocutrice e – indirettamente – a tutte le donne che la pensano come lei.

Il vivace scambio di e-mail è stato raccolto e riportato integralmente da Caterina in una lunga lettera che lei ha inviato al Presidente della Repubblica Italiana. Nella lettera, Caterina chiede conto, al garante della Costituzione repubblicana, di come vengano tutelati il diritto al lavoro e la dignità dei cittadini. Il nostro Presidente, si sa, in questo periodo è occupatissimo a tenere fermi i principi costituzionali dinanzi ad un Governo che sembra volersene beffare, tuttavia spero trovi il tempo di approfondire le questioni poste da Caterina che riguardano tutti e che non sono – in questo particolare momento – affatto secondarie.

L’indignazione di Caterina, ha però già prodotto qualche effetto. Il danno d’immagine sia per il signor Politi che per la testata che dirige è stato notevole. Il signor Politi si è affrettato a chiudere la pagina Facebook di FlashArt dopo che la stessa era stata letteralmente inondata da commenti carichi di risentimento, ed avrà certamente cambiato, per lo stesso motivo, il suo indirizzo e-mail. Spero solo che la lezione gli sia servita e che in futuro sia meno arrogante e più rispettoso della dignità altrui e dei principi che regolano i rapporti di lavoro. (E mi auguro che impari a scrivere).

Per noialtri, Caterina può costituire un esempio di come si possa, utilizzando i potentissimi strumenti di comunicazione che sono oggi così diffusi, intervenire direttamente su chi prevarica i nostri diritti e lede la nostra dignità.

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