Numb3rs

Coi numeri non sono mai andato molto d’accordo. Faccio fatica a ricordarli, però ne ho molto rispetto. Per me hanno la stessa dignità di una istituzione che a volte ci bacchetta, a volte ci difende, ma che sempre dice la verità.
Oggi vorrei provare a districarmi fra alcuni numeri che hanno colpito la mia immaginazione.

Ieri è stato pubblicato con molta evidenza il dato sulla povertà. La fonte, autorevole (ISTAT), ci ha rivelato che in Italia 8 milioni di persone patiscono condizioni di vita paragonabili a quelle del cosiddetto terzo mondo. E si tratta di quasi il 14% dell’intera popolazione. Un dato, senza dubbio, allarmante. Un dato incontrovertibile che non racconta solo la crisi economica, ma anche il fallimento delle politiche sociali dei nostri governi.

Sempre nei giorni scorsi, radio e TV, hanno diffuso lo spot del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che racconta di come, sempre in Italia, siano milioni (lo spot non dice quanti) coloro che svolgono una attività di volontariato sociale. Insomma io tradurrei il messaggio così: “Come governo, e in particolare come Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali siamo stati un fallimento assoluto, ma se i volontari ci danno una mano riusciamo ad aiutare gli 8 milioni di poveri”.

Sono andato a cercarmi i numeri che il ministero non ha messo nello spot ed ho scoperto che  i milioni di volontari impegnati in questo settore sono 3, cui si aggiungono altri 630 mila persone che si occupano del cosiddetto “terzo settore” per lavoro. Professionisti.

Riepiloghiamo: 8 milioni sono i poveri, e circa 4 milioni (ci sono anche altre istituzioni, statali e religiose che vanno ad aggiungersi al terzo settore) quelli che se ne occupano. Insomma, per ogni due poveri c’è almeno una persona disposta a fornirgli assistenza e servizio. Almeno stando ai numeri c’è di che stare abbastanza tranquilli.

Ma ci sono altri dati, che m’inquietano e che – secondo me – rivelano una situazione assai più torbida di quella fin qui descritta.

Ad aprile infatti, la banca dati del fisco aveva diffuso i dati, non meno allarmanti, dell’evasione fiscale. I numeri qui sono tanti, non chiedete a me di riportarli, e raccontano di milioni di furbetti, quando non proprio di truffatori e di autentici ladri.

Ebbene: i conti non tornano.

I poveri sono poveri e quindi gli evasori, i ladri e i truffatori non vanno certo cercati da quella parte. Ciò significa che c’è – come avrebbe detto la mia proffa – una intersezione non vuota fra l’insieme  di volontari che aiuta i bisognosi, e quello degli evasori/truffatori/ladri.

Abbandonando la matematica e scendendo nel pratico vuol dire che ci sono tanti italiani che occupano parte della giornata a truffare, a gestire il loro “nero”, ad evadere i contributi per i loro dipendenti, a emettere false fatturazioni, a dichiarare il falso, a trasferire capitali in paradisi fiscali, e che, nella restante parte del loro tempo si dedicano al “prossimo” cercando in vario modo di alleviarne le sofferenze. Dei “dottor jekyill e mr.hyde” de noantri.

La loro opera di volontariato è una vuota operazione di facciata che serve a risarcire, solo parzialmente, la comunità, del danno che loro stessi hanno causato sottraendole risorse da dedicare al benessere delle categorie che essi pretendono di aiutare. Temo che, se si analizzasse a fondo la loro motivazione, si scoprirebbe che a muoverli non sia una presunta sensibilità altruistica, quanto il desiderio di placare la propria coscienza (ammesso che ce l’abbiano ancora).

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One thought on “Numb3rs

  1.  

    Restanndo nell'analisi matematica, o meglio in quella parte che riguarda l'insiemistica, direi che probabilmente c'è un difetto nella ipotesi. Infatti, se consideriamo A l'insieme dei poveri e B l'insieme dei ladri/truffatori/evasori non c'…è modo di dimostrare che quell'insieme intersezione (come diceva la tua profa) è non vuoto.
    Se vuoi sapere quello che penso, l'insieme dei ladri/truffatori/ evasori è così impegnato ad evadere/eludere/sottrarre soldi al fisco e "godersi" i frutti della loro attività da non avere nè tempo nè modo nè voglia di impegnarsi in attività diverse e "moralmente catartiche". Lo dimostra proprio l'ultima finanziaria, se mai ci fosse ancora bisogno di una dimostrazione. Per non parlare della splendida "uscita" di Formigoni al TG3 che denunciava la penalizzazione delle fasce sociali più deboli operata dai suoi stessi "compagni di merenda" (PDL e Lega) in diretta da uno yacht di Porto Cervo… come diceva il famoso settimanale "Cuore" HANNO LA FACCIA COME IL CULO !!!
    Credo invece che quell'insieme intersezione di cui parli sia più realistico considerarlo un sottoinsieme dei poveri, perchè solo fra poveri può nascere una solidarietà vera e disinteressata. Diceva miia nonna che solo domandando a casa del povero potrai ricevere un tozzo di pane…. Saluti 

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