Maledetti ingegneri 2 – Piazza XX settembre – un esempio dello scempio

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Risale al 2007 il primo post di quella che ipotizzavo come  una vera e propria “rubrica”, visti i “casi” che ogni giorno mi capitano sotto gli occhi. Casi di progetti, idee, creazioni, invenzioni, che invece di renderci la vita più agevole e gradevole, finiscono per complicarcela.
La “rubrica” che immaginavo vivace e attiva, ha languito per anni: non perché siano mancati gli argomenti, forse per la difficoltà di documentare tecnicamente i miei giudizi, o forse solo a causa della mia pigrizia.

Per il caso che propongo oggi, mi mancava il materiale. Da tempo infatti avevo pensato di occuparmi di questa vicenda, ma avevo bisogno di una foto d’epoca che mi permettesse di documentare efficacemente lo scempio ai danni di uno dei più bei luoghi della mia città.
Poco tempo fa ho trovato (grazie ad un gruppo costituitosi su Facebook) una foto che faceva al caso mio e che mi ha permesso, riproducendo la stessa inquadratura, di documentare (spero) efficacemente la trasformazione.

Il “progetto” che ha cambiato irrimediabilmente, nell’aspetto e nella funzione, la bellissima piazza XX settembre di Trani, ha avuto una storia lunga e tormentata. Questo fa si che le responsabilità del misfatto ricadano equamente su amministrazioni di destra, di sinistra, di centro e sui tanti professionisti che – a vario titolo – si sono occupati della faccenda. Perciò, come spesso accade in Italia: tanti responsabili, nessun responsabile.

La prima idea di realizzare sotto la bella piazza un mega parcheggio risale addirittura al 1993. I lavori furono eseguiti a singhiozzo, tra mille difficoltà con costi esorbitanti sia in termini economici che in disservizi ai cittadini. Dopo anni di disagi la piazza fu “restituita” alla collettività (nel 2006, con una inaugurazione in gran pompa) completamente stravolta.

Non parlo solo dell’estetica (la scomparsa delle palme, e delle splendide aiuole fiorite sostituite da orridi manufatti), ma anche della funzionalità. Si pensi infatti che la vecchia piazza garantiva il parcheggio a circa centocinquanta auto, mentre il parcheggio sotterraneo è inservibile. La vecchia piazza permetteva ai bus di linea di accostarsi alla stazione ferroviaria, la nuova situazione lo impedisce. Per non dire poi dei problemi causati ai disabili (sempre) o ai soccorritori, (nella eventualità che in stazione si verifichi un’emergenza).

La nuova piazza – che forse non meriterebbe più nemmeno questo nome –  si è oltremodo degradata in brevissimo tempo fino a costituire un rischio per la sicurezza dei viaggiatori che frequentano la stazione ferroviaria.

Adesso si cerca di dare in gestione a privati il parcheggio, ma chi sarebbe disposto ad investire in un simile disastro?

So bene che il “bel paese” è disseminato di opere progettate male, realizzate peggio che giacciono inutilizzate a testimonianza di un modo assurdo di amministrare la cosa pubblica, ma di solito si tratta di “cattedrali nel deserto”, periferie, degrado nel degrado. In questo caso invece il degrado non si deve andare a scovare: si trova nel centro vivace e pulsante di una bella città.

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