A Marchionne e ai suoi compagni

(…) Dice: “E l’azienda?”. Io all’azienda gli voglio più bene di te. Io ho solo quella. Tu forse no. La mia vita stessa, invece, è legata a lei. Non sono suo nemico. Io sono il suo primo alleato – la sua prima ricchezza – se solo mi sa prendere. Si chiama democrazia. E i nemici delle fabbriche sono altri, non sono io: sono quelli che le fabbriche – sia a me che a te – ce le vogliono far chiudere sotto i gravami d’una società bloccata o sognando che sia possibile un mondo in cui si sta bene ma non si produce. Vogliono la bicicletta per correre in mezzo al verde, per esempio, ma non vogliono gli altiforni necessari per produrla.
(…)

Antonio Pennacchi – dalla prefazione alla nuova edizione di “Mammut” – 2011

 

 
Primo Maggio – Festa dei lavoratori 

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4 thoughts on “A Marchionne e ai suoi compagni

  1. Grazie Luigi, condivido pensando alla nostra magnifica Azienda. Il tuo scritto andrebbe diffuso con volantinaggio aereo, come durante il periodo bellico, perchè noi siamo in guerra o manca poco!!! A presto.

    Mario Palmisano

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