Capolinea!

Il letame che sta venendo fuori, giorno dopo giorno, rappresenta la ignobile, ma – in fondo – degna, conclusione della vicenda politica di un uomo che, in uno dei frequenti momenti di delirio cui ci ha abituati in questi anni, si era perfino definito il migliore capo di governo che l’Italia avesse avuto fin dalla sua nascita.
Ho notato che quasi tutti i commentatori interpellati, politici, politologi, giornalisti, esordiscono affermando che  ciò che combina il premier tra le lenzuola,  appartiene al suo privato e quindi non interessa, salvo poi smentirsi nelle successive argomentazioni, dove appare evidente come i singolari “vizietti” di questo controverso personaggio condizionino pesantemente gli equilibri politici, le scelte strategiche, la selezione dei collaboratori, ecc..
Del resto, tutto ciò è abbastanza ovvio perché, a mio parere, non è possibile una separazione tra il privato e il pubblico di un individuo: ognuno di noi manifesta in pubblico una parte significativa di sé che è radicata profondamente nel suo privato. Una persona mite nel privato apparirà mite in pubblico e chi è aggressivo in pubblico lo sarà anche tra le mura di casa. A volte – è vero – questo non accade, ma lo sdoppiamento di personalità di chi – ad esempio – è un agnellino in pubblico e una iena in privato, rappresenta una grave patologia.
Nella fattispecie, un uomo evidentemente malato nella sua sfera privata (per affermazione stessa della sua ex moglie) non appare certo sano in pubblico, e la sua patologia si riflette pesantemente nella sua attività e nelle sue scelte.
Solo qualche settimana fa, in un altro post, m’interrogavo sul perché un dittatore ottuso come Gheddafi fosse pomposamente e frequentemente ricevuto in Italia con un rituale che ogni volta travalica i limiti della decenza. Si scopre oggi che il solido rapporto diplomatico tra i due premier si basa (anche) sull’insegnamento di pratiche erotiche tribali che trasmigrano dalla tenda del dittatore ai festini di palazzo Grazioli. E non mi stupirei se si scoprisse che decisioni piuttosto controverse, come ad esempio la fornitura di motovedette italiane con a bordo nostro personale (pronto a scendere sotto coperta in caso di aggressioni), costituiscano la contropartita di tali preziosi insegnamenti.
Non credo peraltro che Vladimir Putin, con cui gli altri stati europei si guardano bene dallo stabilire rapporti così confidenziali, regali dei “lettoni” a tutti i capi di governo che sono in relazione con lui. Questo privilegio tocca –statene certi – solo all’amico italiano, arcinoto per le sue inclinazioni.
Venendo poi alla politica interna, caratterizzata da delirio di onnipotenza (dal milione di posti di lavoro, al taglio delle tasse all’ultima boutade:”Libererò Napoli dai rifiuti in tre giorni!”), abbiamo assistito in questi anni al progressivo distacco di chi, tra i suoi collaboratori, manifestava opinioni anche solo poco difformi dalle sue, e all’affacciarsi di nuove figure i cui meriti sono molto ben nascosti: la sua corte.
Quando – finito di leccarci le ferite – questa storia sarà passata dalle pagine dei giornali a quelle dei libri di storia, avremo la reale misura del suo valore: sarà ricordato per le leggi “ad personam”, per le promesse mai mantenute, per le riforme mancate, per il codazzo di yes-men…e – ovviamente – per il “bunga-bunga”.
Forse non il migliore, ma certo il più bizzarro premier dall’unità d’Italia ad oggi.

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