Cancellata la cancellazione

Dimentichiamo facilmente – questo è vero – ma poi accade qualcosa e i ricordi si riaffacciano.
E’ stato il “caso della casa” (scusate il bisticcio) del ministro Claudio Scajola, a farmi ricordare del G8 e della scorta tolta a Marco Biagi (le vicende per le quali fu costretto alle prime dimissioni e che gli hanno meritato il “record” – tutto italiano – di “ministro-che-si-dimise-due-volte”).

La recentissima proposta di mettere i compensi dei conduttori televisivi (della RAI) nei titoli di coda dei programmi mi ha fatto tornare in mente quel momento di trasparenza (più unico che raro) in cui  bastò un click per accedere alle dichiarazioni dei redditi di chiunque. Durò poche ore (abbastanza perchè molti di quei dati siano ancora in circolazione su circuiti clandestini). Subito si fece dietrofront. S’invocò la privacy e si paventarono rischi per i cittadini che dichiaravano di più. Ma sappiamo bene che a chiedere il ri-occultamento di tutto fu la lobby degli evasori (di quelli – cioè – che guadagnavano di più, ma che dichiaravano assai meno).

Proprio così, perchè l’Italia si distingue da altre nazioni evolute per la grande varietà di lobby. Altrove, come da noi, ci sono quelle degli industriali, dei burocrati, dei commercianti, degli assicuratori e, spesso, gli interessi di ciacuna lobby, contrastando con quelli delle altre, crea una sorta di equilibrio. Ma noi, unici – credo – al mondo, abbiamo anche la lobby degli evasori, dei truffatori, dei “riciclatori”, delle gerarchie ecclesiastiche, dei palazzinari, dei politici trombati, dei parassiti, quando non dei mafiosi e dei camorristi. E come si fa a raggiungere un punto di equilibrio in una situazione simile?

Appena si compie un passo  verso la libertà, la trasparenza, il rigore morale, la civiltà, il progresso, la laicità, subito salta fuori il solito potentado ringhioso che ritiene – a torto o a ragione – che sia stato leso qualche suo interesse (non importa se losco o lecito) e la politica, da sempre sensibile ai pacchetti di voti che questo, o quel gruppo, è in grado di spostare, subito fa dietro-front. Emblematico e attuale è il caso dela cancellazione delle province: volevano cancellarle tutte (altro che manovra! Sarebbe stato vero ossigeno per le generazioni a venire!), poi s’è detto che ne avrebbero cancellate solo alcune, poi il numero s’è ulteriormente ridotto, fino a che è arrivato il solito emendamento a cancellare la cancellazione.

Ciò che mi spaventa oggi non è la crisi (quella – prima o poi – finirà). E’ la lenta deriva che sta determinando il declino di questa nazione.

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