Uno alla volta, per carità!

A più riprese avrei voluto scrivere in questo spazio della mia indignazione rispetto alle ultime nuove dalla “casta”.  Ma ogni volta la situazione si evolveva,  e nuovi motivi d’indignazione sostituivano i vecchi, ad un ritmo impressionante.
Il primo a farmi indignare è stato, ovviamente, Claudio Scajola. Di solito i ministri passano alla storia per aver fatto qualcosa di ragguardevole (in positivo o in negativo), altrimenti passano e nessuno se ne ricorda più. Claudio Scajola ha scelto di passare alla storia per essere l’unico ministro ad essere costretto due volte alle dimissioni (la prima volta i motivi erano molto più gravi, però -si sa- noi italiani dimentichiamo e perdoniamo in fretta), ma soprattutto sarà ricordato per essere l’unico al mondo a non sapere chi gli ha pagato la casa. In due parole: un imbecille mondiale!
Ma  le inchieste s’allargano a macchia d’olio (la “lista di Diego Anemone”)  e scopri che Scajola è uno dei tanti, e forse neanche il peggiore…
E arriva la proposta di legge per la seconda patente per gli autisti delle “auto blu”. Perchè in Italia siamo tutti uguali, ma c’è sempre qualcuno più uguale degli altri.
Altri motivi d’indignazione ne ho ricavati dal dibattito intorno alla riduzione degli emolumenti ai politici, proposta da Roberto Calderoli (quando l’ha letta sui giornali). L’onorevole Giorgio Stracquadanio (subito ribattezzato stra-guadagno) aveva infatti proposto di aumentare la retribuzione ai politici più attivi. Anche l’onorevole Paola Concia si è lamentata di guadagnare poco. Dubito che la proposta di Calderoli otterrà l’approvazione del parlamento (di solito così solerte ad approvare – all’unanimità – i provvedimenti che vanno nella direzione opposta), ma perchè coloro che sono scontenti della paga non provano a cambiare mestiere? Magari ne restiamo tutti soddisfatti!
In questi giorni c’è Tremonti che ripete senza stancarsi: “Non metterò le mani nelle tasche degli italiani”. Lo dice sempre prima di infilarci la mano nelle tasche (ovviamente  mi riferisco agli italiani che pagano le tasse, gli altri possono stare tranquilli!).
Infine è arrivato il Decreto-Legge sulle intercettazioni, per il quale l’indignazione si è propagata fino agli Stati Uniti (mentre pare che tipacci come Mahmud Ahmadinejad l’abbiano apprezzato e ce lo vogliano copiare).
Sono disorientato. Troppi motivi per indignarsi portano il cittadino allo smarrimento.
Ma negli stessi giorni, ho guardato – atterrito – le immagini degli scontri in Grecia. Forse anche lì non sapevano più per cosa indignarsi.

 

 

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2 thoughts on “Uno alla volta, per carità!

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