Migranti

Durante le vacanze di Natale, avrei potuto dedicare alla TV più tempo del solito. Sempre che ci fosse stato qualcosa da seguire. Infatti, da diversi anni, il periodo delle feste corrisponde, sul piccolo schermo, ad un imbarazzante deserto fatto di film su Santa Claus e di altre varie insulsaggini da pescare in mezzo ad un mare di roboante pubblicità che mira alle tredicesime degli italiani.

Così è accaduto che facendo zapping alla ricerca di qualcosa che valesse la pena di guardare, mi sono imbattuto in un piccolo documentario trasmesso dal canale digitale terrestre “Rai Storia”.

Il film era stato realizzato negli anni ’50: una troupe cinematografica aveva seguito il viaggio di tanti emigranti italiani che tornavano nella loro terra d’origine per trascorrere in famiglia le feste natalizie. Un viaggio di oltre quaranta ore che iniziava a Stoccarda e si concludeva a Reggio Calabria su un treno di vecchie carrozze di seconda classe, quelle – per intendersi – coi sedili in legno, di cui il documentario mostrava le immagini e l’atmosfera fra i viaggiatori, ma di cui si potevano immaginare anche altre caratteristiche, come gli spifferi e gli odori.

Il documentario era dignitoso, ben girato (nonostante le tecniche arcaiche di produzione) e gradevole anche se risentiva un po’ dello stile dell’epoca.

Due momenti della narrazione di questo viaggio mi hanno davvero colpito:
–    il primo al confine italiano, quando a tutti i migranti è stata distribuita una lettera del ministro degli esteri (credo si trattasse di Giacomo Martino) che rivolgeva a quelle persone un messaggio di accoglienza e che testimoniava loro l’orgoglio del popolo italiano per questi suoi figli che ne rappresentavano, in un paese straniero, l’operosità, e lo spirito di sacrificio;
–    il secondo alla conclusione del viaggio, alla stazione centrale di Reggio Calabria. Qui il capo stazione di turno, attraverso gli altoparlanti,  annunciava prima l’arrivo del treno in modo estremamente professionale: “E’ in arrivo al binario…il treno da Stoccarda…”; ma quando il treno si era arrestato e i viaggiatori cominciavano a scenderne, accoglieva i suoi conterranei con un messaggio di benvenuto assai meno formale che si concludeva con gli auguri per il prossimo Natale da trascorrere serenamente in famiglia.

Due momenti che testimoniavano una vicinanza, sia “istituzionale” che fraterna, verso delle persone costrette a spingersi in terre straniere alla ricerca di mezzi di sostentamento per sé stessi e per le loro famiglie.

Inevitabile -e stridente- l’accostamento con ciò che accade adesso, coi problemi di convivenza e d’integrazione che pongono le persone che oggi vengono nel nostro paese per le stesse ragioni.

Inevitabile che, nei giorni seguenti, quando sono esplosi gli scontri a Rosarno, la mia mente cogliesse il contrasto di quelle scene con ciò che arrivava attraverso i telegiornali.

Dagli anni 50 ad oggi il progresso dell’Italia è evidente: nonostante il periodo di grave crisi, le nostre condizioni attuali non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle di quegli emigranti. Però viene naturale chiedersi se in tutta questa vertiginosa spinta al progresso non sia andata persa qualcosa. Qualcosa di prezioso.

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4 thoughts on “Migranti

  1. Ciao caro colorisonori,
    se penso che negli anni dopoguerra i politici per realizzarsi e per mettere radici su sogni di Libertà…e ci credevano e lo trasmettevano al popolo…quindi dovevano sudarsi la fiducia del popolo Italiano e quindi ancora avevano sembianze Umane…. pensi che dico stupidità? "quindi"

    Ps: hai ragione per quello che hai scritto nelle premesse:" dovremme stare addosso ai politici…ma proprio addosso…!"

    Caiao caro e grazie della visita, un abbraccio

  2. Ciao caro colorisonori,
    se penso che negli anni dopoguerra i politici per realizzarsi e per mettere radici su sogni di Libertà…e ci credevano e lo trasmettevano al popolo…quindi dovevano sudarsi la fiducia del popolo Italiano e quindi ancora avevano sembianze Umane…. pensi che dico stupidità? "quindi"

    Ps: hai ragione per quello che hai scritto nelle premesse:" dovremme stare addosso ai politici…ma proprio addosso…!"

    Caiao caro e grazie della visita, un abbraccio

  3.  

    BUONASERA CARISSIMO GINO.

    HO LETTO IL TUO PROFILO TUTTO DI UN FIATO E TI HO AGGIUNTO FRA GLI AMICI CHE STIMO MOLTISSIMO COME LA LUCY007 

    BENVENUTO NEL MIO BLOG E SCUSAMI SE NON COMMENTO IL POST PERCHE’ IN POLITICA NON CI CAPISCO.

    KISS

  4.  

    BUONASERA CARISSIMO GINO.

    HO LETTO IL TUO PROFILO TUTTO DI UN FIATO E TI HO AGGIUNTO FRA GLI AMICI CHE STIMO MOLTISSIMO COME LA LUCY007 

    BENVENUTO NEL MIO BLOG E SCUSAMI SE NON COMMENTO IL POST PERCHE’ IN POLITICA NON CI CAPISCO.

    KISS

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