Sì, sì, sì!

Negli ultimi tempi è cresciuta la mia disaffezione verso la politica di casa nostra. Cosa volete: mi riesce difficile appassionarmi alle discussioni sulle foto di Topolanek pubblicate da “El Paìs”, o su una insipida biondina dalle idee ancora piuttosto confuse. Tutto ciò mi ha indotto ad astenermi dal voto.
Se si eccettua qualche referendum, per i quali l’astensione rappresenta comunque l’espressione di un giudizio, non mi era mai accaduto nei miei trenta anni da elettore di rinunciare ad esercitare il mio diritto-dovere. Ed anche se il Premier si vanta di aver ottenuto la partecipazione più alta in Europa, io credo che farebbe bene ad approfondire le motivazioni del crescente astensionismo.
Tra poco più di una settimana, però, si torna a votare, e stavolta io ci sarò.
E’ dal 1991 infatti che il popolo Italiano, in tutti i referendum che miravano a modificare la legge elettorale si è espresso sempre chiaramente per un sistema politico composto da pochi partiti. In tal modo, pur assicurando la normale dialettica democratica fra maggioranza e opposizione, si eviterebbero complicate alchimie che consentono a forze minoritarie di contare esageratamente: tutto a vantaggio della stabilità e della trasparenza.
Ogni volta, la classe politica – la casta – è riuscita a vanificare lo sforzo degli elettori, a tradire la volontà espressa dal popolo moltiplicando le liste all’inverosimile, fino alle ultime, vergognose, schede elettorali di formato A2 (per le quali la vecchia cabina elettorale non basta più).
Nel 91 c’era Craxi ad invitare gli Italiani ad andare al mare, oggi c’è Berlusconi che si defila sotto la pressione della Lega, che comanda davvero, ed il silenzio imbarazzante di tutta l’opposizione. Ditemi voi se non ci sono motivi sufficienti per riprendere in mano scheda e matita e darsi da fare in cabina per provare nuovamente a farsi capire da chi sembra non voler capire.


Riassumendo:
Due sì, per far si che alla camera e al senato il premio di maggioranza vada ad un singolo partito e non ad una coalizione.
Il terzo sì serve ad impedire che la stessa persona si candidi in più di un collegio elettorale.

Forse riusciranno anche stavolta a tradire la volontà popolare, ma è comunque importante continuare a lottare per un sistema semplice, limpido e che funzioni.

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