Il calore del sangue

Mi godo cose semplici, alla mia portata: Un buon pasto, un buon vino, questo taccuino su cui scribacchio, traendone una gioia beffarda e segreta; e, più di ogni altra cosa, la divina solitudine.
Cos’altro mi occorre? A vent’anni, invece, come ardevo!… Come mai dentro di noi si accende un fuoco simile? Una fiammata che travolge ogni cosa nel giro di pochi mesi, pochi giorni, a volte poche ore; poi si spegne. E non resta che fare il conto dei danni. Ci si scopre insieme a una donna che non si ama più, oppure, come nel mio caso, si finisce in bancarotta, o ancora, pur essendo nati per essere droghieri, ci si è fissati di voler fare i pittori a Parigi, e si muore in un ospedale.
Chi non ha visto un fuoco simile deformare e piegare inaspettatamente la sua vita, in un senso opposto a quella che è la sua natura autentica?
Perciò siamo tutti quanti, in una certa misura, paragonabili ai rami che bruciano nel mio camino, torti dalle fiamme a loro piacimento. Di certo sbaglio a generalizzare: esistono persone di vent’anni sensate e ragionevoli, ma alla loro saggezza preferisco la mia follia di un tempo.

Tratto da “Il calore del sangue” di Irène Némirovsky  – ed. Adelphi

Annunci

3 thoughts on “Il calore del sangue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...