Homo (molto) habilis

Quando mi capita di leggere un libro divertente, cerco di immaginare l’autore impegnato nel suo lavoro e mi accade di pensare che, sebbene la scrittura richieda grande applicazione e rigore, scrivere certi libri dev’essere anche un godimento estremo.

Leggendo “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene”, ad esempio, non sono riuscito a immaginarne l’autore – Roy Lewis – come un compunto giornalista e scrittore inglese, ma piuttosto un nonnetto allegro, vivace e fantasioso alle prese con una idea geniale.

Il libro racconta la storia di una famiglia di trogloditi vissuta circa un milione e mezzo di anni fa, in alcune caverne di una zona imprecisata dell’Africa,.

La singolare ambientazione lascerebbe pensare a un’opera fatta di grandi descrizioni e pochi, scarni dialoghi: protagonisti di questo genere possono esprimersi solo con strani versi e, al massimo, articolare qualche monosillabo. Ma dove la realtà pone dei limiti, arriva la fantasia e li frantuma. Roy Lewis ha infatti pensato che quei cavernicoli potessero utilizzare un linguaggio moderno, mettendo i lettori dentro una situazione surreale in cui ominidi che non hanno ancora imparato a utilizzare il fuoco, dialogano tra loro come una qualsiasi famiglia del nostro tempo. Questo artificio narrativo, ha permesso all’autore di delineare la psicologia dei personaggi, di imbastire una trama avvincente, e di farci comprendere quali siano i fili che ci legano a quei lontanissimi avi.

Non voglio spingermi oltre nel racconto per non guastare la sorpresa a chi scegliesse di lasciarsi guidare da questo libro in un fantastico, esilarante viaggio nel tempo.

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9 thoughts on “Homo (molto) habilis

  1. E’ incredibile le nostre letture neanche troppo alla moda come si intersecano…è già successo con Natalia Ginzburg e i libri di Aldo Moro..mi hanno appena consigliato questo libro e infatti pensavo di prenderlo prima di un viaggio che dovrei fare a breve.
    Di genere fantaumoristico tu hai letto Guida galattica per autostoppisti? Ne ho parlato da me qualche settimana fa

  2. E’ incredibile le nostre letture neanche troppo alla moda come si intersecano…è già successo con Natalia Ginzburg e i libri di Aldo Moro..mi hanno appena consigliato questo libro e infatti pensavo di prenderlo prima di un viaggio che dovrei fare a breve.
    Di genere fantaumoristico tu hai letto Guida galattica per autostoppisti? Ne ho parlato da me qualche settimana fa

  3. Bel libro, lo lessi parecchi anni fa. Tra l’altro mi ha fatto fare una bellissima figura durante una lezione di fisica all’università: nell’aula gremita alla domanda del docente su chi conoscesse il libro perché non si ricordava esattamente il nome dell’autore, fui l’unica ad alzare la mano.

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