Piombo

Gli “anni di piombo” hanno inciso profondamente sulla mia adolescenza e su quello che sarei diventato dopo. All’età che ha adesso mio figlio, mi svegliavo, accendevo la radio e aspettavo di sapere chi avevano ammazzato, gambizzato, rapito, o quali altre azioni intimidatorie fossero state compiute nel corso della notte. Ricordo pure le grandi, ributtanti discussioni, tra i “colpevolisti” e i “giustificazionisti”. C’era chi definiva gli artefici di quei crimini “compagni che sbagliano”. Per me che sono un tecnico e sono abituato a chiamare le cose col proprio nome erano, e restano, vigliacchi e assassini.

Con la liberazione del Generale Dozier, si aprì un varco che ci condusse pian piano verso la luce. Era il 1982. Sono trascorsi ventisette anni.

In questi ventisette anni due spine sono arrivate, di tanto in tanto, a riaprire quella ferita.

La prima riguarda tutti i casi in cui, agli assassini che in quegli anni seminarono morte e terrore, è stata offerta una tribuna da cui pontificare. Non faccio distinzione tra i pentiti e i cosiddetti irriducibili, e non dico che debba essere loro negata la facoltà di esprimersi (anche se temo che ad altri detenuti non siano garantite le stesse opportunità). Solo che quando si invita a parlare in pubblico un assassino, bisognerebbe invitare anche le vittime, in modo che ci sia contraddittorio e che sia garantita una informazione corretta. Invece capita che ci siano editori che pubblicano le loro “opere”, pseudo-intellettuali che li invitano a presentarle, pseudo-giornalisti che vanno ad intervistarli, mentre alle loro vittime spetta quasi sempre l’oblio, la solitudine e il silenzio.

La seconda è l’atteggiamento della vicina Francia, che quando viene scoperto un assassino che latita nel suo territorio, trova sempre il modo per garantirgli l’impunità. Gli ultimi due casi, quello di Marina Petrella e Cesare Battisti, mostrano come -anche con governi di diverso colore- si sia disposti a percorrere strade diplomatiche, legali o anche illegali, pur di garantire la medesima conclusione ad ogni vicenda.

Mi piacerebbe capire quale sia l’inconfessabile debito di riconoscenza che una nazione grande, civile, e democratica come la Francia ha maturato nei confronti di questi delinquenti. Mi piacerebbe che qualcuno, oltre a fare la cronaca degli eventi, andasse più a fondo e ci mettesse in condizione di comprendere le motivazioni vere di questo atteggiamento.

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9 thoughts on “Piombo

  1. Ci sono cose che sfuggono alla nostra comprensione ed alla nostra ” cecità” di fronte all’ineffabile senso della politica delle cose.

    Non angustiarti, c’è di peggio ancora all’orizzonte.

    Un caro saluto.

    Carmen

  2. Piacerebbe anche a me, sapere e conoscere quale cambiale devono pagare i transalpini ai macellai di quegli anni. Li ho vissuti in prima persona e pur non essendo schierato a destra o sinistra provavo un senso di sottile angoscia, nel recarmi all’Universita, a prendere un treno o solo passeggiare in centro. Per i famigliari delle vittime il tempo si è fermato a quegli anni. Come dar loro torto, come dirl loro mettiamoci un pietra sopra. Soprattutto come guardarli negli occhi senza vedere il mare di sofferenza patito ?
    Quegli anni non sono ancora passati e chi ha sofferto e soffre chiede giustizia, solo giustizia
    Capehorne

  3. Sono stati Anni difficili, confusi, ma meno stupidi di quegli odierni, nonostante le evacuazioni dai vagoni ferroviari, dalle aule universitarie…(allarmi, c’ è una bomba!). Grande Illusione di rivoluzione, o forse necessità di dare un senso alla vita, quando scopri che così com’è non ne ha, compreso un certo esistenzialismo di fondo, che non ti fa godere di ciò che si possiede, senza immaginare a come avrebbe potuto essere una realtà peggiore: questa.

  4. Nel periodo degli anni di piombo a causa della mia giovanissima età non capivo ciò che accadeva.
    Adesso sono un’adulta e faccio finta di non capire l’atteggiamento della Francia :-/
    Michiko

  5. ciaooo…gl ianni settanta sono stati anche fonte di molte conquiste civili- statuto dei lavoratori. divorzio, legge sull’aborto ecc-…chi li vuol far apparire solo di piombo forse son proprio quelli che mettevano le bombe…a risentrici…ciaoo

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