L’ultima lezione

Accanto alla naturale mestizia, la visita al cimitero comunica un  senso di profonda pace, almeno fino a quando non ci lasciamo nuovamente fagocitare dai ritmi frenetici e dalle ansie della nostra vita quotidiana. Generalmente si torna a casa un po’ più sereni e tolleranti, ci si sente meno assediati, e tutti i problemi ci appaiono ridimensionati. E’ un po’ come se i nostri cari ci dessero una nuova ulteriore lezione di vita.

A coloro che non possono, per varie ragioni, compiere questo rito, internet offre la possibilità di visitare almeno virtualmente i più importanti cimiteri sparsi per il mondo.

Di recente ho scoperto il sito del “Cimetière de Père Lachaise“, il celebre cimitero di Parigi che ospita le spoglie di personaggi famosissimi: c’è la tomba di Molière e quella di Vincenzo Bellini, di Chopin e di Balzac, di Gioacchino Rossini e di Giuseppe De Nittis, e poi Oscar Wilde, Nadar, Modigliani, Proust, Edith Piaf, il cantante dei Doors, Jim Morrison, Maria Callas e Yves Montand, e i jazzisti Stéphane Grappelli e Michel Petrucciani, e tanti, tanti altri.

Il sito web è semplice da navigare: consente di “passeggiare” liberamente per i viali usando un meccanismo analogo a quello di certi videogames. Certo, si tratta pur sempre di una visita artificiale, ma credo siano in pochi coloro che, andando a Parigi, pensano di inserire nei loro programmi turistici una visita ad un cimitero: di solito si preferisce il Louvre, o la torre Eiffel, quando non  Disneyland  o il Moulin Rouge. 

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4 thoughts on “L’ultima lezione

  1. Credo che la lezione sia proprio quella che dici tu: “Non vi affrettate sempre e godete delle piccole cose della vita”.
    Saltando di palo in frasca: sarà che mi piacciono le “tradizioni” statunitensi, che riprendono molto quelle “pagane” celtiche e anglosassoni, ma a me anche Halloween non dispiace. Esorcizzare la morte e gli spiriti maligni, anche con un pizzico di macabro, è utile. Basta non esagerare!

  2. Complimenti| Straordinaria la visita virtuale al Cimitiere de Pere Lachaise. Le tombe dei Grandi sono la storia non dei morti , ma dei VIVI|Grazie per il tuo post !

  3. Io sono tra quei pochi che programmano tal genere di visite.
    Nel 2000, a Roma, impegnai una mattinata per visitare il Cimitero del Verano. Spero di fare lo stesso per Milano e Napoli.
    Parigi? Magari, anche solo l’Arco di Trionfo. In compenso, ho il ricordo del vastissimo Camposanto (tutto un prato verde e rade lapidi) che, giovanissima, vidi nello Stato dell’Indiana (USA).

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