Sipario!

Negli oltre due anni di vita di questo blog, mi è capitato, di tanto in tanto, di scorrere all’indietro i vecchi post, recuperando idealmente il tortuoso filo della narrazione che li collega. A volte sembra davvero non ci sia alcun nesso tra ciascuno di essi e quello che lo precede. Ma il nesso c’è, ed è costituito dalla voglia di comunicare delle idee, delle opinioni, dei sentimenti, delle passioni che fanno parte della mia vita. Così, l’ultima volta che ho fatto questa carrellata,  mi sono accorto di una grave mancanza: in questo blog non è mai entrato il teatro.

Una mancanza imperdonabile, visto che si tratta di una delle forme d’arte che amo di più.

Negli ultimi anni, se si fa eccezione per alcune belle pomeridiane al teatro Kismet di Bari, ed altri spettacoli adatti ad una famiglia con bambini, l’ho trascurato un po’. Ma adesso che i miei figli sono cresciuti, ho già ripreso le vecchie sane abitudini.

In  passato ho avuto il privilegio di assistere ad alcuni spettacoli di Giorgio Strehler, e conservo ricordi altrettanto belli di spettacoli assai diversi tra loro, come un divertentissimo monologo di Benigni, una esilarante performance de "La Smorfia", "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello recitato magistralmente da Paolo Stoppa…Insomma, mi piace spaziare: dai classici, al teatro informale, ai monologhi. Mi lascio coinvolgere dalla magia che si sprigiona ogni volta dalle polverose tavole di un palcoscenico.

Oggi provo a colmare questa lacuna offrendo ai visitatori un frammento di teatro che ritengo adatto, per forma e dimensioni, ad uno spazio ristretto come questo, e che al tempo stesso è rappresentativo di ciò che si passa sulle scene italiane. Ho scelto un piccolo brano tratto da uno spettacolo di Antonio Rezza. In futuro proverò a parlarvi ancora di teatro, ed a proporvi altri "pezzi" altrettanto divertenti.

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7 thoughts on “Sipario!

  1. Il teatro… il tuo post precedente è sulla scuola…

    Gino, non ci crederai ma il collegamento mi viene spontaneo. Ho imparato ad amare il teatro grazie ai biglietti che venivano distribuiti gratuitamente nelle scuole superiori qui a Bari.
    Ricordo che erano in pochi a voler “perdere una serata” (io fra quelli) per andare a chiudersi in un teatro. Eppure è bastata la “prima volta” per farmi scoprire un mondo nuovo: Era “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, con un grandissimo Paolo Stoppa.
    E a quella prima volta così ne seguirono altre: “La Mandragora”, e una bellissima versione de “La Locandiera” con Valeria Morriconi.

    Poi dalla prosa mi portai su qualcosa di più “leggero”: la rassegna di cabaret del locale di Toti e Tata “La Dolce Vita”: Pongo, Gioele Dix e una Sabina Guzzanti agli esordi, e un “memorabile” pomeridiano di Bergonzoni all’Abeliano con “Le balene restino sedute”. Alla fine gli applausi non terminavano e lui uscì e disse “Ragazzi, scusate ma avrei il secondo spettacolo e non si sono ancora attrezzati per le platee a castello…”

    Un amore nato a scuola, quindi. Pensa quanto siamo caduti in basso, caro Gino…

    Gianni (jps66)

  2. Il teatro… il tuo post precedente è sulla scuola…

    Gino, non ci crederai ma il collegamento mi viene spontaneo. Ho imparato ad amare il teatro grazie ai biglietti che venivano distribuiti gratuitamente nelle scuole superiori qui a Bari.
    Ricordo che erano in pochi a voler “perdere una serata” (io fra quelli) per andare a chiudersi in un teatro. Eppure è bastata la “prima volta” per farmi scoprire un mondo nuovo: Era “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, con un grandissimo Paolo Stoppa.
    E a quella prima volta così ne seguirono altre: “La Mandragora”, e una bellissima versione de “La Locandiera” con Valeria Morriconi.

    Poi dalla prosa mi portai su qualcosa di più “leggero”: la rassegna di cabaret del locale di Toti e Tata “La Dolce Vita”: Pongo, Gioele Dix e una Sabina Guzzanti agli esordi, e un “memorabile” pomeridiano di Bergonzoni all’Abeliano con “Le balene restino sedute”. Alla fine gli applausi non terminavano e lui uscì e disse “Ragazzi, scusate ma avrei il secondo spettacolo e non si sono ancora attrezzati per le platee a castello…”

    Un amore nato a scuola, quindi. Pensa quanto siamo caduti in basso, caro Gino…

    Gianni (jps66)

  3. Sembra incredibile ma anche la tv ha rivolto il suo appannato sguardo verso il teatro il venerdì sera dopo le 23,30 …. venerdì scorso c’era Angela Finocchiaro con Miss Universo, il prossimo credo Jannuzzi… non ditelo a nessuno però che altrimenti se ne accorgono in troppi ^_^

  4. Eh, sì.
    Il teatro è la vera forma di spettacolo.
    A Bari, col Petruzzelli che non funziona ci sentiamo tutti giustificati a non seguire spettacoli teatrali ma, almeno per la prosa o la recitazione di poesie, il palcoscenico, grande o piccolo che sia, in un contesto lussuoso o modesto, val bene quale ottimo contributo a nutrire l’animo degli spettatori.
    Mi ricordo le mie recite nel teatrino della Parrocchia ….. tanti, ma tanti, anni fa.

  5. Eh, sì.
    Il teatro è la vera forma di spettacolo.
    A Bari, col Petruzzelli che non funziona ci sentiamo tutti giustificati a non seguire spettacoli teatrali ma, almeno per la prosa o la recitazione di poesie, il palcoscenico, grande o piccolo che sia, in un contesto lussuoso o modesto, val bene quale ottimo contributo a nutrire l’animo degli spettatori.
    Mi ricordo le mie recite nel teatrino della Parrocchia ….. tanti, ma tanti, anni fa.

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