Le (grandi) piccole virtù

E’ da un bel po’ che non parlo di libri. Nel frattempo ho continuato a leggere: volumoni di intricatissime storie medievali e qualche romanzo contemporaneo. Opere di pregio – per carità! – ma nulla di cui valesse la pena parlare.

Poi capita d’imbattersi, all’improvviso, in un libro straordinario, ed allora non si può tacere.

Non ricordo come sia finito nella lista che porto sempre con me: sarà stato il consiglio di un amico, o il post di un blogger, o la radio. L’acquisto è scaturito dall’incontro di tante casualità: esco tardi dal lavoro, perdo il treno, mezz’ora di tempo da impiegare nella libreria vicina alla stazione centrale, la lista, lo sconto del 30% sui tascabili Einaudi…Sul treno successivo, rientrando a casa, ero già impegnato a divorare questa ghiottoneria.

Ho letto d’un fiato “Le piccole virtù” di Natalia Ginzburg, ma sono certo che tornerò a leggere, più e più volte questo libro con ritmi e modalità diverse, talvolta alla ricerca di un’idea luminosa, talvolta alla ricerca di un’emozione, o del puro divertimento. Sono certo che tra i visitatori di questo blog siano in tanti ad aver conosciuto questo piccolo capolavoro. A chi non l’avesse ancora fatto, ne consiglio la lettura.

A tutti regalo un piccolo, significativo frammento.

(…)

Perché la vita raramente avrà premi e punizioni: di solito i sacrifici non hanno alcun premio, e sovente le cattive azioni non sono punite, ma anzi a volte lautamente retribuite in successo e denaro. Perciò è meglio che i nostri figli sappiano fin dall’infanzia, che il bene non riceve ricompensa, e il male non riceve castigo: e tuttavia bisogna amare il bene e odiare il male: e a questo non è possibile dare nessuna logica spiegazione.

(…)

Natalia Ginzburg – Le piccole virtù – Einaudi

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10 thoughts on “Le (grandi) piccole virtù

  1. proprio così. ti imbatti in un libro e ti cattura. Mi hai incuriosito. Della Ginzburg ho letto solo “Quando Hitler rubò il coniglio rosa”. Prendo appunti 🙂

    Buona Domenica. Dario

  2. Anche io ne parlai qui nel mio blog mesi fa…Lo aevi letto il mio post…molto davvero molto bello….un libro che ti cresce dentro che continui a pensarci dopo mesi…nel blog per esempio dico che mi ha colpito molto il saggio del titolo invece poi dopo ho pensato tanto all’altro saggio famoso “il mestiere di scrivere”…
    Ciao Gino, spero a presto!

  3. Sarebbe sufficiente comprendere ed assimilare il concetto di bene, che per essere riconosciuto come tale non ha bisogno di premi o di riconoscimenti, per dar pienezza alla vita. E’ una lezione fondamentale, è vero.

  4. Buongiorno, è bella questa riproposta di Natalia Ginzburg, che, tanti anni fa, ci aveva molto coinvolti, e anche divertiti, con il “Lessico familiare”. E’ vero e profondo anche il pensiero trascritto: ma perché i buoni debbono spesso essere puniti quasi fossero malvagi o addirittura più di questi ultimi? Il quesito non si risolveda millenni, vedi Giobbe…
    Un saluto a tutti e buon lavoro, Eleonora Bellini

    PS: quando Hitler rubò il conglio rosa non è della Ginzburg, ma di Judith Kerr, ebrea pure lei, che racconta un’esperienza autobiografica: il trasferimento della sua famiglia dalla Germania hitleriana alla Gran Bretagna. (-:

  5. Oh my God. La vita ti trascina, ti prende, corre veloce e ti porta con se.
    Tante cose da fare, tanti problemi da risolvere, quasi nessuna che davvero valga la pena di essere vissuta se non l’incontro con chi ami, con chi condividi, con chi sa parlare ed ascoltare…
    Vorrei tanto trovare il modo di fermarmi, di non lasciarmi trascinare, di coltivare i miei interessi. La lettura è uno di questi. Il tuo blog è una valvola di sfogo per me. Leggerti è un piacere. Ogni tuo post è uno spunto di riflessione.
    Grazie
    Gianni (jps66)

  6. Il tuo post è proprio tanto sintetico – in senso positivo qui per me 😉 – quanto bello ed arriva dritto al cuore…N. G. mi piace come scrive e ciò che hai estratto è davvero significativo, nn ho letto il libro, ma mi ci hai fatto pensare…

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