Ritmo mediterraneo

Lo scorso dicembre, dedicando un post a Max Roach, annunciai l’intenzione di proseguire presentando, di tanto in tanto, quei batteristi che considero i miei inarrivabili modelli. Nei mesi seguenti, ho pensato a lungo a chi avrebbe continuato la serie (l’elenco è piuttosto lungo). Stavolta si tratta di un italiano, un napoletano, un grande artista:Tullio de Piscopo.

L’ho visto la prima volta alla TV nel 1974, suonava in un’orchestra che accompagnava Eumir Deodato -uno straordinario musicista e arrangiatore brasiliano che, a quei tempi, era in testa alle classifiche- e mi ha entusiasmato. Non avevo mai sentito, nè visto nulla di simile. De Piscopo era il cuore pulsante di quell’orchestra: un complesso, rigoroso meccanismo di precisione, e al tempo stesso un fantasioso solista, capace di suscitare emozione. Da allora ho cominciato a seguirlo, sempre affascinato dal suo inconfondibile stile, dalla sua grande tecnica, dalla sua capacità di cimentarsi nei generi musicali più disparati, dal suo carattere solare ed aperto, tipicamente mediterraneo.

Il video che ho selezionato ve lo mostra con una jazz-band, in un concerto che celebrava l’anniversario della UFIP la fabbrica italiana di piatti di cui De Piscopo è endorser . Buon ascolto.

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5 thoughts on “Ritmo mediterraneo

  1. L’ho visto in pochi episodi ( si sa che le cose interessanti la tv non le propone spesso) e solo una volta dal vivo.

    Credo che sia un gran personaggio. La parte di pui che più mi piace è l’espressività fisica.

    D.

  2. Mio figlio più grande suona la batteria da sempre a orecchio, la musica è la sua passione, una settimana fa’ mi ha fatto sentire Phil Collins e gli Eagles, sono rimasta inchiodata sul divano oltre un’ora a vedere l’ assolo di Phil le sue mani non si vedevano, dalla velocità dei movimenti, mio figlio dice che i due gruppi sanno suonate tutti gli stumenti, e che voce, anche il tuo Tullio è bravissimo, che bello, saper suonare uno strumento con amore, ti trascina nella musica.Un caro saluto franca

  3. Tullio a mio parere è forse il più grande batterista italiano di tutti i tempi. Non ho mai avuto modo di vederlo dal vivo però, ed è una mancanza che spero di colmare il prima possibile.
    In questo filmato mi ha ricordato un altro grandissimo batterista, che invece ho visto dal vivo al Petruzzelli prima che fosse distrutto dall’incendio: Paul Wertico.
    Era nel tour di Pat Metheny, ed il battere del suo polso uniti alle magie prodotte dalla chitarra di Pat mi sono entrati nell’anima tanto da ricordarli come fossi ancora li.
    Chissà, magari sarà la prossima fermata del tuo personalissimo viaggio nel “drums world”. Un pò ci spero… Saluti
    jps66

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