Inni, bandiere, ideali

 

Per ora si è alle tattiche, alle alleanze, agli schieramenti, ai simboli. Chissà se, più avanti nella campagna elettorale, il dibattito si caricherà di contenuti, toccando i problemi veri del paese.

Nel frattempo, mentre i voltagabbana sbavano per individuare il carro del vincitore ed essere pronti a saltarci sopra, vi propongo un modo diverso per farvi un’idea.

Provate ad ascoltare i loro inni. Un inno, in definitiva, viene scelto per rappresentare gli ideali sui quali si fonda una aggregazione di persone, popolo, squadra, associazione, partito: musica e parole, a volte possono rivelare ciò che non sentirete mai nei dibattiti televisivi o nei comizi elettorali.

Gli inni che vi propongo sono stati raccolti pazientemente dalla redazione di Diario, ma nel loro spazio -per ovvie ragioni- è stata disabilitata la scrittura di nuovi commenti. Se ne avete voglia, tornate qui dopo l’ascolto e commentate, commentate pure!

 

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4 thoughts on “Inni, bandiere, ideali

  1. Ieri sera Bruno Vespa ha rischiato il licenziamento. Ad un certo punto ha chiesto a Berlusconi:”ma cosa intendete fare per il problema della campania? Non è stato inserito nel programma dei primi 100 giorni”.

    Ho visto Silvio Berlusconi sbiadire. ” secondi. Poi, come se fosse una cosa da nulla, ha dichiarato che naturalmente quella è una delle prime cose da risolvere.

    Ma mi chiedo: se è così naturale perché non l’hanno messa nel programma dei primi cento giorni? Forse è un dettaglio che non si nota e quindi è sfuggito a tutto il suo schieramento…

    Chissà…

    Comunque andrò a caccia dei vari programmi per leggerli e capire fino a che punto si son spinti con le favole… anche stavolta.

    Saluti.
    D.

    P.S. La tua presentazione è interessante, credo che ripasserò di qua.

  2. Caro Gino
    ho ascoltato gli inni, uno per uno, e mi sono reso conto di non riconoscermi in nessuno di loro.
    L’inno dovrebbe esprimere valori, ideali, dovrebbe aggregare con l’orgoglio di appartenenza di ciascuno ad un progetto comune di società.
    Ho voluto raccogliere il tuo invito con curiosità e interesse, ma ci ho trovato ben poco di attinente alla realtà che ci circonda: personalismi e diffidenze sono la prima causa della frammentazione della politica, che ha prodotto la perdita graduale di quei valori che dovrebbero accomunare tutti i partiti politici: il bene comune, la solidarietà, il governo della “cosa pubblica” volto al benessere di tutti i cittadini e alla tutela dei più deboli.
    In quegli inni ci ho trovato una serie di “lead” (mi pare si chiami così la frase ad effetto di una pubblicità), ma in tutte ci ho riconosciuto la voglia di rendere il concetto espresso non un impegno, ma una voglia di omologazione che uccida le idee e le iniziative di ciascuno.
    No… questo gioco non mi piace. L’unico inno in cui mi piace riconoscermi è il buon vecchio Inno di Mameli, che sempre più spesso viene dimenticato e denigrato, ma che resta l’unico che riesce a trasmettermi l’orgoglio dell’appartenenza, gioia e speranza per il futuro.
    jps66

  3. Sono allibito da come si presentano alcuni partiti, con i loro colori scuri, dove prevalendo il nero si ricordano i tempi del fascismo. Mi fa sentir male il modo in cui si vogliono attrarre i giovani chiamandoli militanti, come a combattere una virtuale guerra contro non si sa chi, con statuti inverosimili e bandiere nere… ke orrore

    ciao, lele

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