Non leggono

La classe politica italiana non legge. E questo sta diventando un grave problema per tutti noi. Lasciamo stare i fondamentali, Dante, Manzoni, Dostoevskij, giù giù fino alla Yourcenar (chè basterebbe aver letto le “Memorie di Adriano” per essere dei politici decenti), e dimentichiamo per un attimo le figuracce con la “Iena” Sabrina Nobile che poneva semplici domande di attualità, di storia o di geografia (memorabili le risposte sul Darfur); ma questi non leggono neppure i libri che si occupano di loro, della politica attuale: zero.
Sono arrivato a questa amara conclusione in questi giorni, al riproporsi del problema dei rifiuti a Napoli. Davanti alle immagini degli scontri, degli incendi e della furia dei cittadini, viene infatti naturale chiedersi se chi si occupa della “res publica” abbia letto i capitoli che, in “Gomorra”, Roberto Saviano ha dedicato all’argomento dei rifiuti in Campania. Una lettura che avrebbe certo aiutato a individuare i problemi, a “tagliare” qualche amministratore incapace, truffaldino o – peggio- colluso con la camorra, ad avviare qualche indagine seria e a trovare soluzioni tecniche per contrastare il monopolio della malavita sul business dei rifiuti. E sono in tanti quelli che non hanno letto un altro “best seller” del 2007, “La Casta” di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Se l’avessero letto avrebbero saputo dove operare i giusti “tagli” in bilancio, in modo far quadrare i conti della finanziaria per quest’anno e per quelli a venire, e ridare un po’ di slancio economico e morale a questo paese: province inutili, enti spendaccioni, lo sperpero nelle regioni autonome, il magna-magna della pletora di portaborse e consulenti, auto blu, elicotteri blu, aerei blu…(come cantava –trent’anni fa- Rino Gaetano in “nun te reggae più”: ma non ascoltavano neanche le sue canzoni).
“Gomorra” e “La Casta” non sono che due esempi di una vasta letteratura d’inchiesta prodotta da giornalisti coraggiosi del calibro di Oliviero Beha, Marco Travaglio e Peter Gomes, Giovanni Flores. Forse sui loro comodini c’è posto solo per Bruno Vespa con la sua inchiesta “rosa”. O forse non hanno tempo da dedicare alla lettura, impegnati come sono a saltare da un talk show a un varietà, da una conferenza stampa a una inaugurazione….o – manco a dirlo – alla presentazione di un libro.
Di recente è stato pubblicato un saggio di Piercamillo Davigo e Grazia Mannozzi, “La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale” che forse non avrà lo stesso successo degli altri, ma che fa il punto sui problemi della giustizia in Italia proponendo dei rimedi. Ci potete scommettere: non leggeranno neppure questo!
Annunci

7 thoughts on “Non leggono

  1. La politica è così preoccupata ad autoreferenziarsi che difficilmente può trovare tempi e modi di cercare referenze nella lettura.

    Continuo, comunque, ad avere speranza. Quello a cui stiamo assistendo è il risultato di anni nei quali lo Stato è stato visto come una mucca da mungere anzichè un bene comune.
    Certo, ci sono i colpi di coda della “vecchia guardia”, che si “veste” di nuovo (vedi il Partito Democratico), ma ci sono anche i segnali di un cambiamento innegabili:
    – in Sicilia la Confindustria lotta per la prima volta contro il pizzo, mentre lo Stato chiude nelle patrie galere mafiosi di primo piano come Provenzano e Lopiccolo;
    – in Campania, complice anche l’esasperazione, lo Stato inizia a fare sul serio spezzando gli interessi della camorra nella gestione delle discariche e nel trasporto dei rifiuti urbani (proprio li dove si diceva che “la Monnezza è oro”…)
    – in Calabria e Basilicata la magistratura inizia a mettere il naso li dove non doveva (Woodcock, Forleo, De Magistris… finalmente degni eredi di Di Pietro in un mondo di pavidi e asserviti)

    E poi finalmente un governo che finalmente parla di redistribuzione, cercando di avere un occhio di riguardo per i redditi medio-bassi. Una vera novità, dalla abolizione della “scala mobile” ad oggi.

    Si, io ci credo ancora…
    Gianni (jps66)

  2. Leggerti è sempre un conforto. 🙂
    Non ho assistito alla trasmissione delle “Iene” cui fai cenno: ma che hanno risposto alla domanda sul Darfur? Credevano per caso che fosse una marca di caramelle?!?

  3. Non ho molto tempo adesso, però volevo dirti che mi piace quello che scrivi. Le tue idee sui politici italiani sono condivisibili. Poi torno a visitare il tuo blog per conoscerti meglio ed approfittare a piene mani dei “doni” che metti a disposizione (e alludo alle registrazioni di trasmissioni radiofoniche). Ecco.

  4. Sono stato attivista di base del PCI, dagli anni ’70(primi) sino al suo scioglimento e poi in Rif.ne sino all’euro, poi ho lasciato. Ho letto le memorie di Adriano, ed ho anche partecipato ad un concorso della grande poetessa. Però non faccio più politica da 10 anni…almeno. Cari saluti…da un pugliese a Milano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...