Vigilia

Alla mia latitudine, sussistono ancora oggi delle abitudini alimentari che riguardano le vigilie in genere, ed in particolare la vigilia di Natale. In tante famiglie, oggi si mangia verdura -le famose “cime di rapa”- accompagnandola con la focaccia, il più ricco “calzone”, oppure le “fritte”. Io preferisco queste ultime, mi diverto a prepararle per tutta la famiglia e adesso vi racconto come si fa.
Si comincia lessando qualche patata, e scaldando dell’acqua in cui si fa sciogliere un po’ di sale grosso.

Nel frattempo si dispone la farina “a fontana” sulla spianatoia (che da noi si chiama “tavoliere”) ricavando al centro una specie di cratere che servirà per accogliere gli altri ingredienti.

Quando le patate sono pronte, vanno pelate, schiacciate e posate nel cratere e, dopo aver aggiunto un po’ di lievito, si inizia ad amalgamare l’impasto con un cucchiaio, versando l’acqua tiepida a piccole dosi.

Ottenuto l’impasto, si abbandona il cucchiaio per passare alle “maniere forti”: si lavora la pasta energicamente e a lungo con le mani (esiste un termine tecnico per definire quest’operazione, ma potrebbe essere equivocato) fino a quando non la si sente “soffiare”.

Il risultato di tanta fatica è la cosiddetta “bambolina” che va cosparsa di farina e chiusa in un canovaccio di cotone.

La “bambolina” va lasciata riposare un paio d’ore, sotto una coperta di lana. Trascorso questo tempo, la si ritrova cresciuta e morbida, pronta per essere tagliata a quadrettini.
Ogni quadrettino viene poi allargato con le mani quel tanto che basta per accogliere il ripieno. Quindi, richiuso su se stesso e saldato lungo il bordo mediante la pressione delle dita, sarà pronto per passare in padella, dove lo attende abbondante olio d’oliva bollente. Qualche minuto di cottura e la bionda frittella è pronta per essere deposta ad asciugarsi su uno strato di carta assorbente.

Il ripieno che preferisco è la ricotta con uova e pecorino, ma si può anche andare sul classico, con pomodoro e mozzarella, o puntare a sapori più forti, con pomodoro, acciughe e capperi. Di solito se ne preparano varie

versioni, in modo da non scontentare nessuno.

Ops! E’ ora di pranzo….vado…

Buon Natale a tutti!

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8 thoughts on “Vigilia

  1. Che bel post e che bravo che continui queste tradizioni. Mi hai ricordato mia mamma che faceva l’identica ricetta con piccole varianti nella farcitura, lei faceva due versioni, una al baccalà e altra ricotta e prosciutto.
    Ma….il termine “equivoco” quale sarà stato?

  2. Grazie per le visite che fai al mio blog e per gli auguri di Natale che ricambio con molto piacere , ma sopratutto grazie per questa gustosa ricetta di frittelle , che sicuramente in questi giorni di festa metterò alla prova. Ciao Ciao poi ti farò sapere…..

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