Reunion

La scorsa estate ho deciso solo all’ultimo momento di andarci. John Paul Jones m’incuriosiva: il bassista dei mitici LED ZEPPELIN, un pezzo di storia della musica rock, che veniva a suonare a Molfetta, insieme ad un semisconosciuto cantautore, Robyn Hitchcock. Sapevo già che avrei ascoltato qualcosa di assai diverso dalla musica impetuosa del quartetto inglese, sapevo che sul palco non avrei trovato dei ragazzoni scatenati, ma due distinti, attempati, divertiti signori che girano il mondo facendo musica. In effetti non sbagliavo: ballate languide accompagnate dalla chitarra e da un mandolino elettrico, si alternavano a cover di famose hit (Hendrix, Dylan, Beatles e Rolling Stones). Un repertorio piacevole, ma adatto più all’atmosfera intima e fumosa di un pub che a una festa d’estate. Eppure la piazza era gremita all’inverosimile. Gente di ogni età aveva riempito tutti gli spazi, perfino ai lati e dietro il minuscolo palcoscenico. Tutti mossi da un affetto sincero, trasversale ad ogni categoria e generazione, nei confronti di un gruppo, la cui musica risulta attualissima ancora oggi, a oltre ventisette anni dallo scioglimento.
Ciò che più mi ha colpito sono stati i ragazzi. Ce n’erano alcuni che avevano guadagnato le prime posizioni, e atteso per ore l’inizio del concerto, tra loro qualcuno che aveva portato con se i famosissimi Long Playing, comprati – presumo – in qualche mercatino, o “ereditati”, insieme ad una genuina contagiosa passione, da genitori rocchettari. Un’atmosfera surreale in cui un pubblico da evento rock se ne stava rapito, in una magica sera d’agosto, ad ascoltare melense, struggenti canzoni d’amore.
Ne parlo solo oggi perchè lunedì scorso, quel tranquillo signore di mezza età, è tornato a suonare rock insieme ai suoi vecchi amici Robert Plant e Jimmy Page e a Jason Bohnam – figlio del batterista John (la cui tragica scomparsa, nel 1980, determinò lo scioglimento del gruppo). Pare che per i diciottomila posti della 02 Arena di Londra siano pervenute oltre venti milioni di richieste: numeri che descrivono un successo che va oltre ogni aspettativa.
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5 thoughts on “Reunion

  1. Ciao Gino che bella storia hai raccontato!
    Io ne so poco o nulla di questo genere di musica ma le storie di passioni colpiscono sempre.
    Sinceramente vedere artisti famosi tipo rolling stones che fanno sempre la stessa musica dop 40 anni intristisce un po’ invece vedere chi si reinventa è bello credo!
    Buon w-e anche voi siete al gelo? Ebbene sì anche noi a Napoli..

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