330.000 + 1

A due settimane dal V-Day, le polemiche non accennano a spegnersi.
I circa trecentotrentamila cittadini (tra cui il sottoscritto) che hanno aderito al disegno di legge d’iniziativa popolare, sono stati accusati di populismo, di demagogia, di qualunquismo, quando non addirittura di far parte di una deriva terroristica. D’Alema ha perfino attribuito ai firmatari la volontà di “rompere i denti ai politici” (esagerato!), e Mauro Mazza, il direttore del TG2, in un editoriale realizzato appositamente per “BLOB”, ha dimostrato che far parte del servizio pubblico televisivo significa – appunto – servire.
Per quanto mi riguarda, ritengo di non aver compiuto un atto di particolare rilievo (né eroico, né esecrabile), ho solo contribuito ad avanzare una proposta di legge d’iniziativa popolare, esercitando un diritto sancito dalla Costituzione Italiana (art.71 secondo comma).
So bene che la proposta di legge che ho sottoscritto è lacunosa ed imperfetta, ma – a parte la certezza che sarà opportunamente emendata, nel corso dell’iter parlamentare – ritengo che abbia in sé il merito di sollevare un tappeto sotto il quale, in questi anni, è stata nascosta un bel po’ di monnezza.
Alcune delle critiche mosse a questa iniziativa mi sono sembrate fondate, ben argomentate, oneste, e avanzate da persone che stimo: auspico che queste opinioni non si confondano alle invettive e che – trovando il giusto spazio nel dibattito democratico – contribuiscano a trasformare una proposta imperfetta in una buona legge.
Mi ha colpito – in modo particolare – un’affermazione di Fausto Bertinotti. In un dibattito televisivo, il Presidente della Camera dei Deputati ha affermato che le proposte di Beppe Grillo, piuttosto che far parte di un progetto di legge, avrebbero dovuto trovarsi nei regolamenti di ogni  partito politico. I partiti dovrebbero garantire l’onestà dei candidati, il ricambio continuo della classe dirigente del paese, la consapevole partecipazione popolare. Un’idea certamente giusta e condivisibile. Ma i partiti italiani, negli ultimi decenni, hanno veleggiato nella direzione diametralmente opposta.
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21 thoughts on “330.000 + 1

  1. Ho trovato interessante il fondo di oggi di Eugenio Scalfari e la sua teoria sull’utilizzo di Grillo come inconsapevole [o forse si?] testa d’ariete pronta a fare il lavoro sporco, ovvero la polverizzazione delle attuali coalizioni.
    E’ un’ipotesi, naturalmente. Non manca molto; scopriremo presto chi è stato lungimirante e chi no. 🙂

  2. Ho trovato interessante il fondo di oggi di Eugenio Scalfari e la sua teoria sull’utilizzo di Grillo come inconsapevole [o forse si?] testa d’ariete pronta a fare il lavoro sporco, ovvero la polverizzazione delle attuali coalizioni.
    E’ un’ipotesi, naturalmente. Non manca molto; scopriremo presto chi è stato lungimirante e chi no. 🙂

  3. Beppe Grillo è sostanzialmente un opportunista, esperto in mediologia, che ha saputo trovare un sistema facile, confacente alle sue doti innate di comunicatore, per fare un mucchio di soldi; del resto è genovese. Tuttavia ha una carica umana dirompente!
    Un direttore di TG RAI lo ha anatemizzato, formulando ipotesi di possibili tragedie sull’onda dell’enfasi insurrezionalista fomentata da Grillo.
    Trovo tutto ciò esagerato. Nesuno, credo, premerà mai un grilletto, badando a ciò che avrà detto un Grillo. Almeno fino a che questi vorrà fare il comico di mestiere.

    Via comunque dal Parlamento i condannati dai tribunali che debbano espiare la loro pena e applicazione legge su massimo due legislature consecutive per i parlamentari (non siamo ancora ai tempi dell’aristocrazia, anche se di fatto nella sostanza ancora c’è) nonchè cosa molto importante elezione diretta da parte del popolo votante di chi deve andare a sedere (scaldare) la poltrona a Montecitorio e Palazzo Madama; no che sono i segretari di partito a posizionarli qua e là, gli onorevoli, sulla base dei seggi che hanno ottenuto. E che cavolo di democrazia è questa!?
    Questa è partitocrazia!

    Una buona serata

    Giu

  4. Beppe Grillo è sostanzialmente un opportunista, esperto in mediologia, che ha saputo trovare un sistema facile, confacente alle sue doti innate di comunicatore, per fare un mucchio di soldi; del resto è genovese. Tuttavia ha una carica umana dirompente!
    Un direttore di TG RAI lo ha anatemizzato, formulando ipotesi di possibili tragedie sull’onda dell’enfasi insurrezionalista fomentata da Grillo.
    Trovo tutto ciò esagerato. Nesuno, credo, premerà mai un grilletto, badando a ciò che avrà detto un Grillo. Almeno fino a che questi vorrà fare il comico di mestiere.

    Via comunque dal Parlamento i condannati dai tribunali che debbano espiare la loro pena e applicazione legge su massimo due legislature consecutive per i parlamentari (non siamo ancora ai tempi dell’aristocrazia, anche se di fatto nella sostanza ancora c’è) nonchè cosa molto importante elezione diretta da parte del popolo votante di chi deve andare a sedere (scaldare) la poltrona a Montecitorio e Palazzo Madama; no che sono i segretari di partito a posizionarli qua e là, gli onorevoli, sulla base dei seggi che hanno ottenuto. E che cavolo di democrazia è questa!?
    Questa è partitocrazia!

    Una buona serata

    Giu

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