Orgoglio dilettante

Troppo spesso l’appellativo di “dilettante” viene utilizzato in senso dispregiativo.
Io sono orgoglioso di esserlo (in vari campi) e rivendico il valore intrinseco e sociale del dilettantismo, che – secondo me – va preservato, coltivato e sviluppato.
Pensate, ad esempio, a chi – pur occupandosi professionalmente di altro – dedica il tempo libero ad una attività creativa, artistica, culturale, sociale: concluderete con me che, oltre tradursi in un vantaggio per il proprio equilibrio, una simile scelta si trasforma in un arricchimento per tutti.
E’ per questa ragione che, in questi ultimi tempi, ho lavorato, insieme ad alcuni vecchi amici che la pensano come me, ad un’idea che si concretizzerà domenica prossima (9 settembre): una rassegna che abbiamo battezzato

“mi cantìno”.
“Mi cantìno” è il nome della corda più acuta della chitarra, ma noi abbiamo inteso “mi cantìno” come un verbo inventato che ben rappresenta la scelta di chi, in una cantina, un garage, un sottoscala, un cortile, un buco, impegna una parte consistente del proprio tempo libero per imparare – insieme ad altri che condividono la stessa passione e gli stessi interessi- ad esprimersi attraverso la musica, la danza, o altre forme d’arte. Tutto ciò è stato sintetizzato nel  sottotitolo:


“il fermento che sale dal sottosuolo delle nostre città”
.
L’edizione di quest’anno è stata concepita come un “numero zero”, un esperimento che ci fornirà indicazioni utili a sviluppare compiutamente questo progetto.
Coloro che condividono lo spirito di questa iniziativa e sono interessati seguirla o a partecipare – a vario titolo – alle prossime edizioni, faranno bene, di tanto in tanto, a fare una visitina a questo blog, dove, selezionando le categorie  “mi cantìno” e “dilettanti” (istituite per l’occasione), avranno modo di seguire l’evoluzione della vicenda.
I dettagli dell’edizione 2007 sono stati pubblicati qui, qui e qui.
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2 thoughts on “Orgoglio dilettante

  1. E’ giusto quello che dici.
    Nell’arte ma non solo conta la passione.
    Quando ho preparato la tesi di laurea avevo bisogno di notizie storiche su borghi quasi socnosciuti. Per fortuna in ogni paese trovavo sempre l’appassionato di storia locale pseudodilettante, in realtà coltissimo (il professore di scuola media, il medico ecc ecc) che mi aiutava con preziose indicazioni.

  2. E’ giusto quello che dici.
    Nell’arte ma non solo conta la passione.
    Quando ho preparato la tesi di laurea avevo bisogno di notizie storiche su borghi quasi socnosciuti. Per fortuna in ogni paese trovavo sempre l’appassionato di storia locale pseudodilettante, in realtà coltissimo (il professore di scuola media, il medico ecc ecc) che mi aiutava con preziose indicazioni.

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