Maledetti ingegneri – 1. il "piano" delle antenne

 

Con questo post parte una specie di rubrica che si occupa di un certo modo di “disegnare” gli spazi in cui viviamo, gli strumenti che adoperiamo, condizionando – talvolta pesantemente – la nostra quotidianità. Non voglio screditare l’intera categoria dei progettisti (ingegneri, architetti, stilisti, designer…), ma è indubbio che tra loro ci sia chi pensa – in nome dello sviluppo tecnologico-economico – di poter violentare le città, la natura, le abitudini e la salute delle persone. Dalle grandi opere ai piccoli oggetti d’uso quotidiano, si può progettare bene o male, si può migliorare o peggiorare la qualità della vita, delle relazioni tra le persone, dell’ambiente. Spesso, a fare la differenza fra un buon progetto e un pessimo progetto è un pizzico di riflessione.

Il “piano” delle antenne.

Il titolo non promette nulla di buono. Il termine “piano” fa pensare ad una azione criminosa, invece pare sia tutto perfettamente lecito, almeno dal punto di vista legale.

Nella mia città, da qualche mese viene attuato il progetto che prevede l’installazione di undici antenne su aree di proprietà comunale.

Ben quattro antenne saranno installate nell’area dello stadio comunale: speriamo non le piazzino nel campo di calcio. Sarebbe ovvio, ma non lo è, visto che una antenna è stata già collocata nel bel mezzo del campo di calcio gestito da un oratorio parrocchiale, privandoci di uno dei rari spazi di aggregazione presenti in città.

E bisogna credere che siano totalmente innocue, visto che sono tutte a ridosso di zone densamente abitate (una è stata già eretta a pochi metri dal popolatissimo supercarcere).

Ma tra tutte, quella più singolare e, in qualche maniera, emblematica, è l’antenna piazzata nel cortile interno del Palazzo di Città.

A chi passa dal retro, si manifesta come una presenza gigantesca ed opprimente che spinge ad affrettare il passo per liberarsene (foto sopra). Ma l’aspetto più tragico, o forse comico, della faccenda, si coglie guardando la prestigiosa facciata, deturpata da quell’oggetto che i miei concittadini apostrofano già con nomignoli irriferibili (foto sotto).

Chi avrebbe impedito agli autori del progetto di collocare il misterioso oggetto in una posizione più defilata e compatibile con la solennità della sede municipale? Chi avrebbe impedito di utilizzare un sostegno più piccolo che partisse dal tetto e collocasse l’oggetto alla stessa altezza? Ma la convinzione di far bene dev’essere stata più forte. Si poteva privare la collettività di un oggetto così maestoso e “simbolico”?

 

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5 thoughts on “Maledetti ingegneri – 1. il "piano" delle antenne

  1. Mamma mia che obbrobrio! Fa impressione l’antennone, talmente è brutto e fuori posto. Ma la cittadinanza non ha avuto alcuna voce in capitolo? Delle vostre più che legittime proteste non si è tenuto conto? Non esiste un assessore all’urbanistica da andare e prendere per il bavero? Dai, è indecente dover guardare questo orrore!
    E intanto il Sud brucia, titolano i giornali; proprio la tua regione, in particolare. E Peschici, dove ho passato un paio di vacanze indimenticabili; mi piange il cuore a vedere com’è ridotta…
    Nemmeno di questa piaga tragica riusciremo mai a liberarci?
    Ti lascio il mio saluto, come sempre 🙂

  2. Ricevi un battimani, Gino, per la scelta dell’argomento.
    Penso anche che occorra una disciplina affinché ognuno di noi risulti “garbato” nel piazzare sul muro esterno della propria casa l’antenna parabolica o il condizionatore d’aria.

  3. Ehm, sono un ingegnere. Ma di quelli che crede che lo sviluppo debba andare di pari passo con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. Per cui una … cagata del genere in foto non l’avrei mai permessa! Forse dobbiamo tornare un pò indietro, di sola telefonia non si vive.
    Saluti.
    P.S.: Passavo per caso, bel blog.
    P.S.2: Anch’io suono (suonavo) i Police.

  4. Sto partecipando ad un concorso di Architettura per la progettazione di studi televisivi ed è prevista proprio un’antenna per le trasmissioni. Sarei interessato ad entrare in contatto con qualche tecnico capace di prestare opera di consulenza e di mettere in pratica ciò di cui qui si parla: rispetto per l’ambiente. psycho2000@infinito.it

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