Soul brasileiro

Per la radio nazionale, la programmazione musicale è una voce di bilancio. Fatte poche, rare eccezioni, la musica che passa radiorai è – in realtà – un lungo spottone – per conto delle case discografiche che promuovono in questo modo i loro prodotti di punta.
In questo periodo, ad esempio, sintonizzandovi sulle frequenze di radiouno e radiodue (radiotre rappresenta l’eccezione di cui parlavo), due su tre beccate Zucchero, o Lucio Dalla, che è passato in TUTTI i programmi a promuovere l’ultimo disco, o  Vasco con “La compagnia”, la riedizione di una vecchia canzone che Marisa Sannia aveva cantato già nel 1969 e che Battisti aveva successivamente inserito in un fortunato album nel 1976…che tristezza.
Per i network privati è diverso. La loro programmazione è più libera, ma il timore di perdere quote consistenti di audience limita molto le spinte propulsive che questa libertà potrebbe favorire.
In questo modo ascoltiamo molto di pochi (sempre gli stessi) e poco degli “altri”, di tutti quegli artisti che, in ogni parte del mondo, producono ottima musica.
Non passa mai il fado , né la bossa, ne la musica africana, né quella indiana, non passa il folk nordeuropeo, non passano neanche il jazz e il blues, che pure sono generi popolarissimi. Insomma, ore ed ore di musica sempre uguale a se stessa, ore di occasioni sprecate.
 
Ma quello che non possono fare i network, possono fare i bloggers, che si collocano FUORI dalla logica del mercato.
 
Utilizzerò questo post per presentare ai visitatori di questo spazio, un artista brasiliano, di quelli che le radio italiane non passano MAI, ma che, con un po’ di fortuna (e una spesa modica, il biglietto costa appena otto euro), potrete ammirare a Roma, dove suonerà, con un piccolo gruppo di straordinari solisti, al festival di Villa Ada il prossimo 18 Luglio. Si chiama Lenine, ha 48 anni ed è un autore, cantante, musicista, arrangiatore, amatissimo in Brasile, ma molto apprezzato anche fuori dai confini nazionali. Ha già suonato in Italia in varie occasioni, ad aprile a Roma, pochi giorni fa a Milano. Nel video suona, con una formazione allargata, una sua bellissima canzone: “Jack soul brasileiro”, che fa parte del CD “na pressao” (pressoché introvabile in Italia, ma ci si può provare).
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3 thoughts on “Soul brasileiro

  1. Anche la programmazione radiofonica segue da tempo la legge ferrea imposta dalle case discografiche: nella maggior parte dei casi, i dj si adeguano.
    Ciò spiega il fenomeno dei “tormentoni estivi”, della canzonetta mordi e fuggi eseguita dalle solite meteore stagionali.
    L’ultima speranza? Internet!
    Grazie per l’opera di divulgazione :))

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