Dalla parte delle bambine

(ANSA) – TARANTO, 18 MAG – I Carabinieri di Martina Franca hanno eseguito 21 arresti per violenza sessuale su due donne in condizioni di inferiorita’ psichica. L’operazione riguarda un’indagine per violenze sessuali nei confronti di due sorelle di 28 e 35 anni, disagiate psichiche, fatte prostituire: una analoga operazione fu compiuta nel novembre scorso e porto’ all’arresto di altre 23 persone. Dei 21 arresti, cinque sono in carcere e sedici ai domiciliari.
 (ANSA) – GROSSETO, 18 MAG – Sequestrata e picchiata dal marito, che voleva causarle un aborto. E’ questa la denuncia di una donna di Grosseto di 35 anni. La vittima ha raccontato che il marito voleva convincerla ad abortire per problemi di carattere economico. La Procura ha emesso un provvedimento restrittivo per l’uomo che non gli consente di avvicinarsi alla casa dove la moglie (che non ha perso il bambino) adesso vive, con i suoi familiari.
(ANSA) – CATANIA, 19 MAG – Un uomo di 28 anni e’ stato arrestato per divulgazione di materiale pedo-pornografico e per atti sessuali sulla sorella di 11 anni. L’uomo e’ stato trovato in flagranza di reato dalla polizia postale di Catania. L’indagine e’ stata avviata dopo una denuncia anonima su un presunto traffico di materiale pedo-pornografico. Gli accertamenti hanno consentito di risalire all’indirizzo dove era stato identificato il proprietario di un computer ‘sospetto’, arrestato nella successiva irruzione.…e chi ne ha voglia può leggere anche

qui

Si tratta solo degli ultimi abusi di cui si ha notizia. Cambia l’età, cambiano le condizioni fisiche, psichiche e sociali delle vittime, ma si tratta sempre, invariabilmente di donne.
Certo, la violenza non ha direzioni preferenziali, colpisce – alla cieca – un po’ ovunque; ma la violenza sulle donne è sempre particolarmente odiosa per il preconcetto su cui si fonda, così duro da sradicare. Lo stesso pregiudizio per cui le donne vengano usate, discriminate, ridotte ad oggetti su cui speculare: programmi televisivi, posti di lavoro, sport, istituzioni …
Raffaela (AminaAmina), nel suo blog ha recentemente ri-pubblicato la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina scritta da Olympe de Gouges  nel 1791. Più di due secoli dopo sarebbe legittimo attendersi che quelle rivendicazioni siano ormai diventate conquiste. Invece, leggendo quelle parole, si percepisce la misura di quanta strada ci sia ancora da fare.
Su certi argomenti non si scrive, né si legge mai abbastanza, per questa ragione voglio suggerire a chi s’imbatte in queste pagine, un paio di libri che amo molto e che certamente possono stimolare una riflessione seria su un problema così delicato.
Il primo libro è Il resto di niente”, il capolavoro di Enzo Striano. Un libro complesso ed avvincente che ricostruisce la vicenda di Eleonora Pimentel de Fonseca (1752-1799). Leonòr ha molto in comune con Olympe: entrambe sono vissute negli anni della rivoluzione francese, hanno lottato con forza per affermare le loro idee di libertà e giustizia e sono state messe a morte da un potere che non accettava che potessero esprimersi liberamente.
Nel libro si racconta la determinazione di questa donna straordinaria che riesce a diventare un riferimento vitale per la sua città. Leonòr si pone al centro del fermento che agita gli intellettuali napoletani del suo tempo e riesce a fondare e a dirigere un giornale ilmonitore napoletano. Se si pensa che ancora oggi non è così frequente che la direzione di un giornale sia affidata ad una donna, si comprende la portata rivoluzionaria di una simile impresa, nella Napoli dei Borboni.
Il secondo è un libro che ha fatto epoca: Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti. La prima edizione di questo piccolo saggio risale al 1973, e prima di sentire il bisogno di leggerlo (alcuni anni fa) ne avevo solo sentito parlare a causa dell’ampio dibattito che suscitò la sua pubblicazione.
Il libro parla di come la differenza tra maschio e femmina sia da ricondurre unicamente a condizionamenti culturali ed indica le vie attraverso le quali giungere ad un superamento delle discriminazioni e dei piccoli e grandi soprusi che le donne subiscono ancora oggi ad ogni latitudine. L’autrice dimostra come non esistano qualità maschili e femminili, ma solo qualità umane e sostiene il diritto di ciascun individuo a svilupparsi secondo le proprie aspirazioni, e non secondo l’appartenenza al genere maschile o femminile. Alcuni concetti risultano oggi (per fortuna) datati, ma su tante questioni ancora aperte, questo libro può costituire un valido aiuto per chiunque abbia un ruolo educativo: genitori ed insegnanti innanzitutto.
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5 thoughts on “Dalla parte delle bambine

  1. cosi di getto mi viene da dire che spesso sono le donne stesse che permettono questo stato di cose…
    ma hai aperto un discorso molto ampio e complesso.
    ciao frà

  2. Il richiamo al saggio della Gianini Belotti [una pietra miliare; grazie per averlo riportato all’attenzione, ripescandolo da un immeritato dimenticatoio!] non può che farci riflettere sul fatto che le prime, fondamentali quanto precoci discriminazioni, avvengono in famiglia. Certi pregiudizi, apparentemente innocui sono talmente radicati da passare pericolosamente inavvertiti; il solo fatto di aspettarsi che una bimbetta ci si comporti secondo “le consuetudini” e non in altro modo significa appenderle al collo un bel macigno.
    Tocca a noi insegnare ai nostri figli a crescere liberi da condizionamenti e preconcetti, nessun altro lo farà al nostro posto.

  3. Grazie per i consigli di lettura.
    Continuo ad essere convinta che a fianco di una politica attiva e senza pregiudizi per la parità, le donne dovrebbero seguire dei corsi di difesa personale.
    Nessuno impedirà mai ad un essere più forte fisicamente di esprimersi con il sopruso se non avrà trovato altre strade o se è semplicemente incapace di utilizzare altri metodi. Il fatto stesso di dubitare di avere ragione dell’altro creerebbe un diverso atteggiamento, per esempio l’elaborazione di una strategia che non si basi sulla forza fisica, il che sarebbe già un inizio!

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