Moolaadè

Tutti nel villaggio sanno che Collè Ardo è contraria. Il rito tribale della purificazione l’ha ferita più e più volte nella carne, ma soprattutto nello spirito, quando le conseguenze di quella sommaria chirurgia le hanno portato via una figlia. Da quel momento lei ha deciso: l’ultima sua figlia non dovrà subire l’escissione. Questa decisione le è costata tanto. Lei e sua figlia sono state emarginate dagli uomini e dalle donne. Ma per lei questo non ha poi tanta importanza. E’ forte e serena, e sa di aver fatto la cosa giusta.
 
Tutti nel villaggio sanno che Collè Ardo è contraria. Così quando sei ragazzine riescono a fuggire, mentre le stregone preparano i coltelli, quattro di esse vanno da lei a cercare protezione, e lei le accoglie. Per proteggerle si servirà del potente spirito del “Moolaadè”, temuto da tutti.
 
Moolaadè è anche il titolo di questo bellissimo film dell’ottantaquattrenne regista africano Sembene Ousmane, un lavoro che nel 2004 ha meritato il premio “Un certain regard” al festival del cinema di Cannes.
 
Non svelerò oltre la trama, anche perché la vicenda delle ragazzine e della loro eroica protettrice costituisce solo uno sfondo su cui s’innestano molteplici argomenti che sollecitano la sensibilità e la coscienza del pubblico.Sembene Ousmane
 
All’inizio, quel minuscolo villaggio del Burkina-Faso sembra lontanissimo nello spazio, ma anche nel tempo: così diverso dalle nostre città evolute ed opulente. Ma lo scorrere delle immagini compie la magia di ridurre le distanze. I sentimenti, le relazioni, di quella piccola comunità sono identiche a quelle che sperimentiamo nel nostro quotidiano. Ed anche se superficialmente possiamo concludere che la nostra società sia meno violenta e cruenta, basta guardarsi intorno per rendersi conto che così non è. Anche la nostra convivenza “civile” è intrisa di violenza, sopraffazione e superstizione, anche noi abbiamo i nostri insulsi rituali d’iniziazione.
 
L’uomo è uomo ad ogni latitudine, e la cultura, la razza, la lingua, i gesti, sono varietà di forme che raccontano la medesima sostanza.
 
Non so se questa pellicola abbia avuto una buona distribuzione nelle sale. Qui da noi, in provincia, non è passata. Io ho visto il film a casa: lo scorso Maggio, l’editore Feltrinelli lo ha ripubblicato in un DVD, che raccoglie anche dei pregevoli “contenuti speciali”. Il disco è stato abbinato ad un saggio completo ed aggiornato che analizza, sotto diversi aspetti, il drammatico problema delle mutilazioni dei genitali femminili, ancora molto praticate in tanti paesi del continente nero.
 
Ho sempre pensato che sia più utile percorrere la strada dell’integrazione piuttosto che quella della tolleranza. L’integrazione si fonda su una conoscenza reciproca profonda, sulla condivisione dei problemi e sulla solidarietà. Ciascuno costituisce la ricchezza dell’altro.
 
Credo che sia il film che il libro vadano in questa direzione.
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5 thoughts on “Moolaadè

  1. tolleranza o integrazione…
    spesso l’integrazione va nella direzione dell’imposizione, la tolleranza verso quella di lasciare che i sopprusi continuino ad esistere…
    sono strade pericolose e difficili, ma l’immobilità è peggio

  2. Ho visto (per caso ma l’ho visto) questo film in lingua originale (ovviamente con sottotitoli), anche se credo che sia inutile specificarlo, perché non so nemmeno se sia stato doppiato in italiano. Ed effettivamente, nonostante alcune piccole ingenuità nella regia, è risultato un film molto piacevole e interessante, che dà un’immagine abbastanza chiara di come siano vissute le mutilazioni genitali femminili in quei posti. Sono contenta di aver letto questo post, non credevo che questo film avesse riscosso molti interessi.

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