Nessuno scrive al…dipendente

Un po’ di tempo fa ho scritto ad uno di loro. Non rivelerò la sua identità, ma si trattava di un elemento di spicco, un “leader”. M’era accaduto di vederlo alla TV, impegnato in ragionamenti nei quali non mi riconoscevo affatto, mi sono messo al PC e gliel’ho detto. Mi sembrava giusto che avesse la percezione della distanza che c’era tra la sua interpretazione della realtà e quella di un cittadino qualunque, di uno che non rappresenta nessuno tranne sé stesso.
E’ stato molto facile. Ad ogni parlamentare viene infatti assegnata una mailbox e l’elenco completo è disponibile nei siti web di Camera  e Senato. Per molto tempo non ho avuto risposta. Mi ero quasi convinto che quelle caselle non venissero mai consultate.
Quando ormai avevo dimenticato la faccenda, mi ha scritto. Una risposta confusa, firmata da lui, dal “dipendente” (prendo a prestito la efficace definizione di Beppe Grillo), ma evidentemente scritta in politichese da qualche sciatto portaborse, e -toh!- in coincidenza della nuova campagna elettorale.
Non che mi aspettassi molto di più, ma la delusione c’è stata: un leader che affida i rapporti con gli elettori ad un galoppino che non sa neppure scrivere una lettera….ma dai!!!!
Ma non sono pentito, anzi, lo rifarei, perché credo sia giusto che si dialoghi coi nostri rappresentanti, tanto più adesso che la tecnologia ha reso tutto più semplice.
Del resto, durante le campagne elettorali, tutti i candidati affermano di volere mantenere vivo il rapporto col proprio elettorato, ma una volta eletti, sono davvero pochi coloro che tengono fede a questo impegno(*). Se loro non ci scrivono più, non c’inondano più la cassetta delle lettere, facciamolo noi.
Aiutiamoli!
(*) Non c’è manifesto elettorale che, oltre al faccione del politico, a qualche slogan rabberciato, e al simbolo del partito, non riporti anche l’indicazione di un sito web. All’indomani dello spoglio delle schede, il numero dei siti attivi si riduce drasticamente.
Alla Camera solo 86 deputati su 650 gestisce uno spazio web (il 13,23%), al Senato sono invece 75 su 333 (pari al 22,52%).
Quasi tutti i siti risultano aggiornati, la maggior parte è però poco “interattiva”, si mostra cioè più adeguata ad una comunicazione unilaterale, piuttosto che ad un dialogo con l’elettorato.
La formula più idonea sarebbe certamente quella del blog, ma questo strumento è talmente poco utilizzato dai nostri parlamentari, che anziché citare numeri e percentuali, faccio direttamente l’elenco di coloro che ne hanno uno:
         alla Camera Francesco Saverio CARUSOPietro FOLENA (RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA), Lucia CODURELLI (L’ULIVO) e Giacomo STUCCHI (LEGA NORD-PADANIA);
         al Senato  Gianni VERNETTI e Walter VITALI (L’ULIVO), Daniele BOSONE (Autonomo), Francesco MARTONE (RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA) e Franca RAME (MISTO, Italia dei Valori)
Infine il ministro Antonio DI PIETRO (Italia dei Valori) che, da oltre dieci anni, ha il suo blog
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3 thoughts on “Nessuno scrive al…dipendente

  1. @ Sunnyrhyme
    Devo ammettere che leggendo quella risposta lo sconforto m’impedì di replicare. Forse avrei dovuto. Adesso sono più che mai convinto che sia giusto trovare il modo per instaurare un dialogo costruttivo con chi ci rappresenta.
    @ Fankey
    Non conosco la situazione di altri paesi europei, ma credo anch’io che, riguardo a questo argomento, ci sia da recuperare parecchio terreno. Basti pensare al “partito azienda”: un’anomalia tutta italiana.
    Grazie ad entrambi per i vostri commenti. Ciao.
    Gino

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