Le parole dei libri…

(…)
Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore o la nostra mente avranno fatto un piccolo passo avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e «creature di sangue caldo e nervi», come dice un personaggio di Čechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.
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Dalla prefazione dell’autore alla raccolta di racconti “Da dove sto chiamando”, di Raymond Carver – ed. minimum fax – traduzione di Riccardo Duranti
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3 thoughts on “Le parole dei libri…

  1. Mi ricnosco perfettamente in queste parole.

    Di Carver ho letto la stupenda raccolta “Cattedrale”. Quest’ultimo racconto, da solo, regge tutto quanto. Proprio bello.

    Simona

  2. Con poche righe di Carver hai riassunto quello che, proprio oggi, ci ho messo una vita a scrivere.
    Capito qui per caso, ma non ho potuto fare a meno di lasciare un segno. Complimenti.
    A presto! M.

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