La metro…eccetera

scambiUna operazione commerciale accuratamente pianificata, si sta sviluppando, in questi giorni,  sotto i nostri occhi. C’è già stato il lancio pubblicitario, in grande stile, e si può ben immaginare cosa seguirà.
 
La ragazza che balla la lap-dance sulla metropolitana, non è sola: fa parte di un’organizzazione con palesi scopi di lucro e ben articolata.
 
Ritengo che i dettagli noti, siano sufficienti a ricostruire tutta la faccenda. Ci provo.
 
Tutto ruota intorno ad un prodotto per il quale non è necessario fare ricerche di mercato per capire che “tira”.
La cat-woman dei treni, è solo un elemento di un cast e di una sceneggiatura complessa. In carrozza con lei, ci sono almeno un paio di cameraman, un’attrice che serve a chiudere le riprese col “colpo di scena”del bacio tra lei e la protagonista, e non escluderei la presenza di qualche “comparsa”, più o meno attiva.
 
Certo, ci sono anche gli spettatori inconsapevoli, i viaggiatori, cui è riservato un ruolo fondamentale. La scenetta infatti sarebbe ben misera, senza le reazioni spontanee dei viaggiatori: unico elemento di autenticità in una situazione artificiale.
 
Chiusa la performance, il gruppo scende alla fermata e corre a montare il “girato”. Non serve un professionista della moviola, anche una cosa messa insieme alla meglio col PC va bene allo scopo.
 
Già, perché lo scopo è, ovviamente, quello di vendere questa fuffa su internet prima, e successivamente a qualche TV (chissà a quanto andrà via l’esclusiva!), traendo succosi profitti per tutta la gang.
 
A questo punto mi pongo due interrogativi.
 
#1
E’ evidente che i telegiornali nazionali abbiano svolto un ruolo strategico nella promozione di tutta l’operazione.
 
Si tratta di pubblicità occulta o solo d’ingenuità?
 
Per quanto mi riguarda, tra le due ipotesi preferirei la prima. E’ lercia, ma talvolta certa “innocenza” può essere una colpa più grave della corruzione.
 
Del resto, se dai TG si togliesse la pubblicità occulta, cosa resterebbe? Ogni giorno, le edizioni più seguite ci presentano la solita marmellata: l’intervista al cantante che ha fatto il disco, la soletta sul film che esce l’indomani, il servizio sui due divi che si sposano, o che si sono separati. Immancabili principi e principesse (e dire che siamo una repubblica da più di sessanta anni), e poi l’ultimo modello di…, l’ultimo libro di…, il nuovo farmaco…
 
Mandando in onda il trailer fatto recapitare in redazione, non hanno neppure coperto il banner con l’indirizzo web della produzione. Del resto, l’indicazione era stata piazzata, ad arte, al centro dell’inquadratura, e coprendola si sarebbe perso qualche “dettaglio” importante per l’audience del TG.
Anche i direttori sanno bene cosa “tira”.
 
Vuoi le notizie? E allora perché guardi i TG?
 
#2
Il prodotto di cui trattiamo è, in tutto e per tutto, simile alle “candid camera” che in Italia conosciamo fin dai tempi in cui Nanni Loy iniziò ad inzuppare il suo croissant nei cappuccini altrui.
 
Solo che nelle “candid camera”, finite le riprese, i malcapitati vengono informati di tutto e sono invitati a sottoscrivere un atto che autorizza la produzione ad utilizzare la loro immagine. Ci si può rifiutare e tutto il materiale diventa inutilizzabile.
 
Mi chiedo se stavolta si sia usato altrettanto riguardo nei confronti degli abbonati dell’ATM.
 
Abbiamo una complicatissima legge sulla privacy che costa tantissimo e che finora ha sortito pochissimi effetti (io ricordo la censura al servizio di “le Iene” sui parlamentari che fanno uso di cocaina, e poco più).
 
Possibile che il Garante non intervenga in un caso come questo?
 
Oppure mi devo rassegnare al fatto che chiunque possa rubare, a mia insaputa, la mia immagine, la mia reazione ad una provocazione, e ci possa speculare vendendola ai Talk Show domenicali, o facendola girare su internet per i prossimi trenta anni?
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2 thoughts on “La metro…eccetera

  1. La cultura dell’immagine dilaga… c’è gente che si indebita e indebita i propri figli pur di avere una macchina nuova, un cellulare ultima generazionecon la tariffa che la pubblicità spara a “0 cent. verso tutti”. Sul comune senso del pudore non è il caso di soffermarsi troppo… ormai. Sul resto mi chiedo: perchè colpevolizzare chi da quell’immagine vuole trarre vantaggi (che questi siano economici, “professionali”, sociali…)?
    In fondo, anche la politica è sempre più distante dal suo significato etimologico, dai bisogni reali della gente comune… Sempre più si autoreferenzia, sempre più somiglia ad un prodotto commerciale che deve essere commercialmente allettante x acquisire consensi e visibilità.

    E’ triste tutto ciò, ma è così. Malgrado ciò, alcuni segnali positivi iniziano ad arrivare:
    – In Puglia nel gennaio 2005 le primarie per la candidatura di centrosinistra a governatore della Regione le vinse a sorpresa l’omosessuale Nichi Vendola sul candidato “ufficiale”, l’economista Francesco Boccia. Vendola presentava agli elettori pugliesi un programma che affondava le radici nelle idee e nella cultura della sinistra più estrema. Un programma attento al coinvolgimento e al confronto con l’associazionismo locale, attento a quelle marginalità da sempre messe in secondo piano rispetto alle ragioni del mercato… Alle politiche di primavera doveva essere una passeggiata per il salentino Raffaele Fitto, poi sappiamo tutti come è andata a finire…
    – Lo scorso maggio alle amministrative sul filo di lana il centrosinistra di Romano Prodi (che già preannunciava lacrime e sangue con la rivalutazione degli estimi catastali, la reintroduzione della tassa di successione e l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e immobiliari) riuscì a sconfiggere l’armata compatta Berlusconi-Bossi-Fini-Casini (che viceversa decantava 5 anni di governo fatto di condoni, di riduzione delle tasse e di “cartolarizzazioni”, per non parlare della promessa dell’ultim’ora di abolizione dell’ICI).
    – Si sono svolte in Francia le primarie per definire la candidatura socialista alla Presidenza della Repubblica.
    Ha vinto una donna di 53 anni, Segolene Royal, nata a Dakar (Senegal) e madre di 4 figli senza essere sposata (convive da 25 anni).
    Una donna che dichiara senza paura di scontrarsi con le organizzazioni sindacali e perdere consensi che gli insegnanti in Francia devono lavorare a tempo pieno e non solo diciassette ore.
    Una donna che si adopera per l’introduzione gratuita della pillola del giorno dopo in tutti i licei e il congedo di paternità per la nascita dei figli; che propone giurie popolari estratte a sorte e che a scadenze fisse giudichino l’operato dei politici; che vuole ridurre a due i mandati per ogni politico o funzionario pubblico; che chiede per i politici l’eliminazione dell’uso dell’amnistia; che afferma che il disagio sociale delle classi meno abbienti trae origine anche e soprattutto dalla corruzione della classe politica.
    Una donna che cura personalmente un blog su internet, e che attraverso quello strumento parla direttamente a quei cittadini che lei considera dotati di una “intelligenza collettiva”; che crede al rinnovamento dello Stato dal basso, ovvero dalle realtà e dai movimenti locali.

    Io, malgrado tutto, spero ancora…

    Gianni

  2. Prima di tutto mi complimento per il titolo del post che cita una delle canzoni più belle del periodo panelliano di Battisti.
    Rispetto al contenuto, non sono completamente d’accordo. I media si stanno evolvendo rapidamente. Basti pensare a gli “Ok Go”, una band inglese esplosa dopo aver messo un video su YouTube. Io guardo con curiosità a chi è in grado di usare a proprio favore, con creatività, questi nuovi strumenti.
    Un saluto, Paolo.

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