Ancora ruote!

Ricordo (vagamente, ma ricordo) un concorso bandito da una rivista a fumetti per ragazzi. Titolo: “l’auto del duemila”. La rivista poteva essere “Topolino”, o “Il Monello”, o “L’Intrepido”, e il concorso, sicuramente uno dei primi sponsorizzati da una casa automobilistica, consisteva nell’inviare un disegno di quella che – per noi ingenui ragazzetti – sarebbe stata l’auto della nostra maturità. I disegni più belli e originali venivano pubblicati, a più riprese, sulla rivista.
 
In molti disegni (ed anche nella mia testa) l’auto del duemila sarebbe stata completamente priva di ruote, e certamente (anche se non veniva espressamente dichiarato) non avrebbe impiegato energia prodotta con la combustione di derivati del petrolio.
 
Immaginatevi la delusione nel ritrovarsi, ancora oggi, ad acquistare auto che hanno (ancora!) le ruote, e che vanno a benzina o gasolio: esattamente come all’epoca di quegli ottimistici disegni. Auto costosissime, ma con un motore in tutto simile alle loro bisavole, solo dotate di un sacco di “optional” per lo più totalmente inutili.
 
Ma non è solo questo che fa di me un “deluso del duemila”
 
Durante la mia adolescenza “2001 Odissea nello spazio” non è stato solo un film, ma la rappresentazione di un ideale del futuro. Un futuro in cui la minaccia è costituita da un nemico cibernetico cui basta staccare la spina. Adesso, trascorsi cinque anni dal fatidico 2001, quell’anno me lo ricordo unicamente per l’attentato alle torri gemelle. Guardavo le immagini e pensavo che da un momento all’altro arrivassero i titoli di coda a porre fine all’incubo….
 
Il progresso, così veloce dall’inizio del secolo scorso fino agli anni settanta, aveva suscitato attese – e non credo fossero desideri campati in aria – per condizioni di lavoro migliori, maggiore sicurezza, e pace; invece assisto alla reintroduzione dello schiavismo, al precariato, alle carneficine in strada, e della pace neanche l’ombra.
 
A volte mi chiedo se io e quei ragazzetti che disegnavano auto per cui le autostrade sarebbero state inutili non abbiamo qualche responsabilità. Non siamo stati capaci di sviluppare i nostri progetti, di difendere le nostre idee, di farci valere.
 
La situazione di oggi non arriva per caso: è figlia di atti concreti che hanno privilegiato il petrolio piuttosto che la ricerca, il commercio delle armi piuttosto che una maggiore equità, il presente rispetto al futuro.
 
Atti concreti che rimandano a responsabilità altrettanto concrete, grandi e piccole. Quelle grandi appartengono senza dubbio ai potenti, a chi teneva in mano le “leve” e le ha mosse in un modo anziché in un altro. Ma a volte anche starsene alla finestra è un errore che si paga.
Annunci

2 thoughts on “Ancora ruote!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...