Distanze

L’autoradio fa da colonna sonora al solito giro mattutino e il CCISS ricorda di mantenere le distanze di sicurezza, altrimenti –ammonisce- si potrebbero subire conseguenze anche gravi. Ma come si calcola la distanza di sicurezza fra due veicoli?
 
Il codice della strada si limita a porre, quando ci si trova fuori dai centri abitati, un limite minimo di cento metri, e definisce la distanza di sicurezza in modo vago: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono” (art.149 comma 1).
 
In definitiva la formula per la distanza di sicurezza – espressa in metri  dovrebbe essere (fuori dal centro abitato)
 
Ds=100+x .
 
Tralasciamo ogni considerazione sull’applicazione della distanza minima e scordiamo per un attimo tutti i pirla che ti lampeggiano dietro quando sei impegnato in un sorpasso,  il problema resta comunque: come si calcola x ?
 
Non sono un matematico, ma immagino si tratti di una formula abbastanza complessa che deve tener conto di una miriade di variabili: il fondo stradale, la visibilità, la velocità del veicolo che precede, le condizioni dei freni, il clima, ….. perciò, ammesso che qualcuno sia in grado di fornirmi indicazioni precise, il problema sarebbe solo spostato.
 
Come si può pensare infatti di fare un calcolo così articolato senza l’ausilio di un computer e mentre si è impegnati in un’attività complessa come la guida di un veicolo?
Si potrebbe dotare il veicolo di un dispositivo elettronico che, valutando le notizie fornite da appositi sensori sia in grado di determinare la distanza di sicurezza e avvisare ogni volta che ci si spinge oltre. Ma sono convinto che non lo comprerebbe nessuno. E qualora il legislatore ne obbligasse l’impiego, si farebbe in modo da tacitare quella specie di grillo parlante.
 
Credo proprio che non se ne venga fuori, non esiste distanza di sicurezza, e senza di essa non esiste sicurezza. Infatti l’auto non è mai stata un veicolo sicuro. Negli anni cinquanta c’erano meno incidenti solo perché c’erano meno auto.
 
Dobbiamo quindi rassegnarci alla carneficina annuale che siamo abituati a sopportare?
Anche se i nostri leader politici sembrano non occuparsi affatto del problema, io sono convinto che ci si possa impegnare almeno su un paio di punti:
         La riduzione dei veicoli circolanti su strada;
         L’incremento dei controlli.
Non dico che si tratti impegni da poco, ma la formula per la distanza di sicurezza è sicuramente più complessa.
Ne riparliamo nei prossimi post.
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