Più verità

Come spesso accade, ci sono più verità.
 
E’ vero – anche se dargli ragione mi costa molta fatica – ciò che dice Clemente Mastella. Il “ceto medio” rappresenta la vera ossatura della nostra economia nazionale, sono loro che alimentano i consumi, e che al tempo spesso investono i loro risparmi, e che contribuiscono a ridurre la disoccupazione, e che… Insomma: ceto medio, santo subito!!
E trovo pertanto normale che l’onorevole si mostri tanto agguerrito nel sostenere che sia ingiusto far gravare l’aumento delle aliquota massima per IRPEF sulle spalle di questi “poveracci” che guadagnano più di 70.000 euro all’anno. Del resto sono i suoi elettori, sono coloro che gli consentono di fare “l’ago della bilancia”, e lui sente il dovere di ricambiare la fiducia (e il potere) che gli hanno accordato.
 
Ma c’è un’altra verità.
Si scopre – dati alla mano –  che il “ceto medio” di cui parla Mastella (quelli che dichiarano un reddito compreso tra i 70.000 e i 100.000 euro annuali) è costituito dallo 0,6% dei contribuenti. Decisamente un po’ pochini per essere definiti “ossatura della nostra economia nazionale”.
 
A questo punto verrebbe da dire che la seconda verità getta un’ombra sulla prima: è possibile che Mastella non abbia detto il vero.
 
Nonostante sbugiardare pubblicamente Mastella mi piacerebbe assai, devo dire che – a mio avviso – non è così. Mastella ha ragione, ed anche i dati hanno ragione.
 
Ma io avevo esordito dicendo che ci sono “più” verità, non avevo parlato di “due” verità.
 
Di verità ce n’è almeno una terza.
Sono infatti convinto che il “ceto medio” sia quello dentro cui si nasconde la stragrande maggioranza degli evasori fiscali, dei parassiti che applicano il doppiopesismo di chi pretende dallo stato dei servizi che non si degna di finanziare col proprio contributo.
Ci sono quelli che vanno in pelliccia a chiedere l’esenzione dal pagamento del Ticket, ci sono quelli che vendono le case a cifre ridicole (beninteso, parlo delle somme che figurano sugli atti dei Notai), quelli del “giro” dell’indennità di disoccupazione,  quelli che appena hanno saputo del condono si sono mansardati il terrazzo, quelli che la fattura la fa solo “do Naisimiento”, quelli che hanno sempre “l’amico”che sistema tutto….mi sembra d’essere Jannacci.
 
 
Si possono studiare tutte le misure col bilancino per non scontentare nessuno, ma se non si affronta il problema di stanare questi soggetti, non ci sarà finanziaria che tenga.
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3 thoughts on “Più verità

  1. Vero vero è quanto hai detto nell’ultimo periodo.
    Queste persone sanno che così facendo prosciugano il pozzo di tutti?…e poi c’è bisogno aumentare le tasse…
    ma si, tanto per loro l’aumento è un piccolissimo obolo MA SONO I PRIMI A LAMENTARSI

  2. Hai perfettamente ragione !
    Concordo su tutto.

    …voglio però aggiungere una voce al tuo elenco:

    “Quelli che….. nel settore pubblico, rubano interamente ricchi e sicuri stipendi…. ma condannano l’altrui evasione”
    Ovviamente, nel “pubblico”, quelli che rubano lo stipendio non sono tutti. ….Comunque sono troppi !

    Più che ceto medio, sembrano diventati una vera e propria “classe dominante” che opprime gli altri per mantenere i propri privilegi.

    teo

  3. Scusami…
    …..sono sempre quello del commento n. 2

    Siccome sono un pò distratto, non mi sono accorto che non ero ancora loggato.
    …non mi piace intervenire come “utente anonimo”, quindi provvedo a completare la mia identità.

    teo

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