Fino in fondo

Ieri sera ho seguito, almeno fino a che la stanchezza non ha avuto ragione di me, la prima di “Ballarò”, uno dei (pochi) programmi per cui valga la pena di tenere acceso il televisore.
Era ospite il ministro Bersani che rispondeva sulla prossima finanziaria, sullo stato dei conti, e sulla questione “Telecom”.
 
Il ministro ha detto chiaramente: “se trovate buche sulle strade, è perché non ci sono i soldi per la manutenzione”….”se i treni fanno schifo, è perché non ci sono soldi per acquistare nuovo materiale rotabile”…e così via. Il debito pubblico (già paragonabile ai paesi del terzo mondo) che faticosamente stava scendendo da un po’ di anni, nell’ultimo anno ha ripreso a crescere, e l’avanzo primario (i soldi che permettono di incidere sul debito) non ci sono più, e questo nonostante si registri una generalizzata ripresa dell’economia e un aumento delle entrate nelle casse statali.
 
La situazione è davvero sconfortante. Forse non possiamo considerarci ancora “terzo mondo”, ma siamo ormai fuori dal primo, anche se facciamo finta di esserci. E non so neppure se davvero possiamo considerarci ancora “nazione”.
 
Una “nazione” si fonda sulla solidarietà tra i cittadini, sulla consapevolezza che ciascuno deve concorrere al bene comune. Questo è un concetto sempre più estraneo alla maggioranza dei cittadini italiani.
 
Da noi, chi evade il fisco, non solo non se ne vergogna, ma se ne vanta al bar con gli amici, e passa per “dritto”. E i nostri rappresentanti politici, preoccupati di perdere rilevanti fette di consenso popolare”, hanno finora tollerato, quando non addirittura giustificato e perfino fomentato questa perniciosa abitudine. I condoni, gli scarsi controlli, l’anagrafe tributaria mal gestita, la giustizia lenta e inefficace: tutti elementi che finora hanno garantito una vita serena agli evasori. E la loro proliferazione.
 
Adesso, un po’ tardivamente, ci si rende conto che per essere un paese moderno, con servizi e istituzioni degne di questo nome, servono più soldi. Servono soldi per le infrastrutture, per la scuola, per la sanità, per la ricerca e lo sviluppo, per pagare le pensioni.
 
Nel frattempo i soldi rubati alla collettività si riflettono nel crescente divario tra chi spende-e-spande e chi fa fatica a far quadrare i conti (divario tipico dei paesi del terzo mondo)…
 
Il nuovo governo ha finalmente annunciato delle misure anti-evasione che mirano a stanare e a colpire questi abusi. Spero abbia il coraggio di applicarle fino in fondo.
 
Ai provvedimenti varati, fossi in loro, ne aggiungerei un altro, piccino piccino, ma – secondo me – molto efficace: la sospensione immediata del diritto di voto per chi viene pescato con le mani nel sacco. Non facendo votare gli evasori accertati per un paio di legislature si libererebbe la politica dal peso del loro consenso. Del resto, chi compie questo reato, manifesta chiaramente la volontà di dissociarsi dallo Stato: per quale ragione gli si dovrebbe concedere la possibilità di determinarne, col voto, gli orientamenti politici e le strategie economiche di un paese che loro mostrano di disprezzare?
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One thought on “Fino in fondo

  1. Ciao, scusa l’intromissione… ma purtroppo le interruzioni sono il mio lavoro.
    Sono James e di “professione” faccio lo streaker da palcoscenico. Interrompere l’esibizione dei cantanti durante i loro concerti forse non può essere considerato un lavoro, ma lo faccio per una buona causa: ho preso tante porte in faccia dalle case discografiche e adesso voglio far sentire al mondo la mia canzone “IL VUOTO”, per lanciare un messaggio di libertà universale.
    Se ti va fai un salto nel mio blog.
    Grazie mille
    E scusa ancora… per fortuna qui non c’è nessun bodyguard che mi trascina giù dal palco e mi riempie di botte ,o)
    Un saluto
    James

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