combattere e sconfiggere ogni fanatismo

E’ vero che sono nato e cresciuto (e spero di continuare a vivere e morire) in tempo di pace, ma diversi conflitti hanno costituito l’angosciante "rumore di fondo" di tutta la mia esistenza. La guerra del Vietnam, l’Irlanda del Nord, l’ex Jugoslavia, l’Afghanistan, e la questione del medio oriente che – alternando fasi acute a periodi di latenza – è stata una costante degli ultimi cinquant’anni. Un filo che non si è mai interrotto, fin quasi a convincermi che l’uomo non possa proprio fare a meno di combattere -per una ragione o per l’altra- contro l’uomo.
 
Andando alla ricerca delle ragioni di questo fiume d’odio, si scopre che la fonte è quasi sempre costituita dal fanatismo. Che si tratti di religione, di politica, di razza, di popolo, il fanatismo è certamente il nemico numero uno della pace.
 
Nel 2004 è stato pubblicato da Feltrinelli un libretto interessante che meriterebbe una diffusione molto superiore a quella che finora ha avuto.
 
"Contro il fanatismo" (titolo originale: The tubingen lectures. Three lectures) raccoglie la trascrizione di tre conferenze che Amos Oz ha tenuto a Tubinga in Germania.
E’ un libro interessante, divertente e concreto: interessante per il modo in cui affronta i problemi, divertente (talora anche molto divertente) per alcuni aneddoti che lo scrittore riferisce, e concreto perché non si limita a schierarsi contro il fanatismo, ma indica dei percorsi attraverso i quali combatterlo e sconfiggerlo.
 
Ho pensato di riportare un brano tratto dal libro. In questo modo voglio rendere omaggio ad uno degli scrittori che amo di più, e offrire a chi leggerà questo post qualche ragione in più per comprare, leggere e diffondere questo libro e le idee che contiene.
 
(…)
Permettetemi di divagare con una storia, sono un divagatore accanito, lo faccio sempre. Un mio caro amico nonché collega, quel fantastico narratore israeliano che è Sammy Michael, ha vissuto un giorno un’esperienza che può capitare a tutti, prima o poi: una lunga tratta in macchina con un autista che gli ha prodigato la solita lezione sull’urgenza, per noi ebrei, di far fuori tutti gli arabi. Sammy l’ha ascoltato e invece di sbraitare. “Ma he razza di obbrobrioso individuo è lei, un nazista o un fascista?”, ha deciso di comportarsi diversamente. Ha dunque domandato all’autista: “E chi pensa che dovrebbe uccidere tutti gli arabi?”. Questi ha risposto: “Che intende dire? Noi! Gli ebrei israeliani! Dobbiamo! Non c’è altra scelta, guardi cosa ci fanno quelli ogni giorno!”. “Ma chi esattamente dovrebbe fare il lavoro? La polizia? O forse l’esercito? O la brigata di artiglieria? O le squadre mediche? Chi farà il lavoro?” L’autista si è grattato la testa e ha detto:”Penso che dovrebbe essere equamente diviso tra noi, ognuno dovrebbe ucciderne alcuni”. Sammy Michael, fedele al suo gioco, ha continuato: “Ok, supponiamo allora che a lei venga assegnato un condominio nella sua città, Haifa, e debba bussare a ogni porta, o suonare il campanello e domandare: ‘Mi scusi signore, o mi scusi signora, lei è arabo?’ e se la risposta e si, allora sparare. Poi lei finisce il suo condominio, se ne sta per andare a casa, ma in quel momento”, dice Sammy all’autista, “sente che al quarto piano c’è un bimbo che piange. Che fa, torna indietro e spara al bambino? Si o no?. C’è stato un momento di silenzio, e poi l’autista ha detto a Sammy Michael: “Lo sa, lei è molto crudele”. Dunque è un aneddoto interessante perché c’è un qualcosa nella natura del fanatico, un che di fondamentalmente sentimentale e al tempo stesso del tutto privo di fantasia. E questo mi dà una speranza, la speranza invero molto remota, che iniettare un poco d’immaginazione nella gente possa servire, chissà, a far sentire a disagio il fanatico. Non è un rimedio rapido, non è una cura lampo, ma può funzionare.
(…)
Riferimenti:
Amos Oz – “Contro il fanatismo” – Feltrinelli
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One thought on “combattere e sconfiggere ogni fanatismo

  1. Viviamo in tempo di pace? non mi sembra perché in ogni angolo della terra c’è qualche guerra. Io sono nata nel 1940 e mi ricordo abbastanza bene il “dopo guerra”. Allora si, si sperava che fosse l’ultima, invece….la guerra è dappertutto e. credo, oltre al fanatismo religioso c’è anche il consumismo indiscriminato. Quanto mi piacerebbe ritornare agli anni ’50 dove si assaporava la Vita! Adesso non c’è più nessun rispetto per la Vita!

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