appunti di viaggio

La situazione che incontro quando viaggio in auto può avere una sola spiegazione: chi si occupa di segnaletica stradale, in Italia, deve aver investito i suoi risparmi nelle aziende che producono i navigatori satellitari. Cartelli mancanti, indicazioni di località che – all’improvviso – spariscono, per ricomparire quando è troppo tardi, per non parlare dei segnali coperti da vegetazione o addirittura da altri cartelli; sembra si faccia tutto il possibile per complicare la vita agli automobilisti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: quanto a code e incidenti vantiamo primati inattaccabili. Manca il dato di chi sbaglia strada e gira a vuoto, ma da ciò che mi capita e da ciò che vedo, ho la sensazione che anche questo triste primato ci appartenga.
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Segnalazione
 
Se intendete andare da Corato a Matera, dovete attraversare Altamura, splendida cittadina dell’alta murgia. La segnaletica vi guida (poco e male) fino ad un’area industriale piena di capannoni e viuzze dove i cartelli "Matera", come per incanto, scompaiono, insieme a qualunque altra indicazione.
Unico essere vivente cui chiedere informazioni è il benzinaio. Io non credo lo faccia apposta (forse si sbaglia perché mentre vi dà indicazioni si gira e s’incasina, confondendo la destra con la sinistra), ma vi manda dalla parte sbagliata. E siccome anche lo svincolo è privo di segnaletica, rischiate di ritrovarvi a Bari. Fortuna che, mentre state per svoltare dalla parte sbagliata, leggete i cartelli che dovrebbero servire a chi viaggia nell’altro senso (uso il condizionale perché chi percorre l’altro senso, vede quei segnali quando ha già sbagliato strada). Allora non vi resta che fare una trentina di metri in retromarcia e imboccare la direzione giusta. Non vi devono preoccupare le eventuali rimostranze di chi vi sta dietro; ben presto anche lui scoprirà di aver sbagliato, e sarà più tollerante.
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Messaggi in bottiglia
#1
Per l’ignoto camionista che usa guidare il suo tir parlando al cellulare.
Mi piacerebbe sapere in base a quale oscura formula si possa determinare in tre, massimo quattro metri, la distanza di sicurezza da tenere tra un mezzo pesante e un’autovettura con famiglia a bordo, entrambe in movimento (l’uno dietro l’altra) a ottanta chilometri l’ora.
 
#2
Ho scoperto che molti pensano –erroneamente- che la linea continua (o la doppia linea continua) al centro della carreggiata sia semplicemente un modo per smaltire l’eccesso di vernice bianca. Voglio dire loro che le cose non stanno così, e soprattutto che sorpassando o svoltando in quei tratti si rischia, ma soprattutto si fa rischiare la pelle a gente ignara che viaggia nella direzione opposta.
 
#3
L’ultima comunicazione riguarda chi dovrebbe vigilare su tutto ciò: “Ma si può sapere dove siete?”
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